Ornithology 15. Pasolini

Pasolini 1942 ca

Da L’usignolo della Chiesa Cattolica (1943)

L’usignolo

II.

fanciullo           Mi chiamo Nisiuti. Vado a nidi per i campi.
cardellino         Che sicuro, che lontano, nei campi… nei campi…
fanciullo           Vado fischiettando con le mani in tasca.
cardellino         Solo nel cielo aspetto il fanciullo.
fanciullo           Mi siedo sulle viole e suono il mio zufoletto.
cardellino         Suona, e io lo guardo piegando il capo.
fanciullo           Su, fionda, all’erta, sento qualcosa sul prato
cardellino         Ne ho visti sì, ne ho visti fanciulli morire.
fanciullo           Morire? Ah vecchio cardellino cadi morto sul prato.
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Ornithology 14. Lorca e Pasolini

LORCA

Casida delle oscure colombe

Claudio Guillén
bambino a 
Siviglia 

Tra i rami dell’alloro
vidi due colombe oscure.
Una era il sole,
l’altra la luna.
«Comari», dissi:
«dov’è la mia sepoltura?»
«Nella mia coda», disse il sole.
«Nella mia gola», disse la luna.
E io che camminavo
con la terra alla cintola
vidi due aquile di neve
e una ragazza nuda.
Una era l’altra
e la ragazza nessuno.
«Aquilette», dissi:
«dov’è la mia sepoltura?»
«Nella mia coda», disse il sole.
«Nella mia gola», disse la luna.
Tra i rami dell’alloro
vidi due colombe nude,
una era l’altra
e tutt’e due nessuno.

Casida de las palomas oscuras Continua a leggere

Luigi Maria Corsanico legge Pier Paolo Pasolini. 2

da qui

Pier Paolo PasoliniLa solitudine
da “Trasumanar e organizzar” (1971)
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Ennio Morricone
Colonna sonora di “Teorema”

In copertina : Anatole Saderman, ritratto di P.P.Pasolini

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Luigi Maria Corsanico legge Pier Paolo Pasolini

da qui

Pier Paolo Pasolini
Supplica a mia madre (Poesia in forma di rosa, 1964)
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Alexander Scriabin – Prelude in f sharp minor (Op.11 Nr.8)
Vasily Gvozdetsky (piano)

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Pier Paolo Pasolini (1922-1975)


Non è amore

Non è amore. Ma in che misura è mia

colpa il non fare dei miei affetti

Amore? Molta colpa, sia

pure, se potrei d’una pazza purezza,

d’una cieca pietà vivere giorno

per giorno… Dare scandalo di mitezza.

Ma la violenza in cui mi frastorno,

dei sensi, dell’intelletto, da anni,

era la sola strada. Intorno a me Continua a leggere

TRAVERSATE CORSARE, ROMA 5 MARZO

BATTELLO PASOLINI

Il 5 marzo per festeggiare la nascita di Pier Paolo Pasolini un gruppo di artisti e poeti romani, coordinati da Simone Bellanca, ha organizzato una gita sul Tevere con performance collettiva da viale Marconi a Ostia Idroscalo. Una celebrazione di vita nel luogo della morte del poeta, parco ora gestito e riqualificato dai volontari della Lipu dove sarà possibile visitare l’opera restaurata di Mario Rosati nell’Oasi faunistica.

L’evento sarà così articolato: Continua a leggere

Pasolini l’implacabile. A quarant’anni dalla morte

Pasolini
di Augusto Benemeglio

1. Una voce malata

Pier Paolo Pasolini, – scrittore, poeta, regista, giornalista, editorialista, ma anche filosofo e pittore , ritenuto uno dei più grandi intellettuali italiani del ventesimo secolo, – lo rivedo ora in televisione, in bianco e nero, dopo più di quarant’anni, forse poco tempo prima del suo assassinio nell’idroscalo di Ostia, il 2 novembre 1975. Continua a leggere

CRESTOMAZIA 6: “Mi alzo con le palpebre infuocate” di Pier Paolo Pasolini

Mi alzo con le palpebre infuocate.
La fanciullezza smorta nella barba
cresciuta nel sonno, nella carne
smagrita, si fissa con la luce
fusa nei miei occhi riarsi.
Finisco così nel buio incendio
di una giovinezza frastornata
dall’eternità; così mi brucio, è inutile
– pensando – essere altrimenti, imporre
limiti al disordine: mi trascina
sempre più frusto, con un viso secco
nella sua infanzia, verso un quieto e folle
ordine, il peso del mio giorno perso
in mute ore di gaiezza, in muti
istanti di terrore…

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NESSUNO TOCCHI PASOLINI

Pier-Paolo-Pasoliniw

di Max Ponte

Pasolini l’ho riscoperto all’Università di Parigi-Nanterre grazie ad un corso di Christophe Mileschi, e a Parigi ho visto la mostra “Pasolini Roma” che ora arriverà anche in Italia. In questi mesi la figura dello scrittore mi ha accompagnato ovunque.

Il “corpo” di Pasolini è sicuramente dissepolto come fa notare Belpoliti, e rimane nell’oscurità della storia patria. E come per tutti i geni che hanno fatto della loro vita un’opera d’arte, anche la memoria è segnata dal conflitto. Continua a leggere

In fila allo sportello

da qui

Perché debba morire per rinascere
non riuscirò a spiegarmelo, ma credo
di poterlo intuire contemplando
la tua ricerca mite, lo sfilare
insieme ai peccatori come fossi
uno di loro. Mi stupisco sempre
pensando che il mio Dio si mette in fila
allo sportello, che si guarda bene
dal pretendere qualche trattamento
speciale, qualche ovvio privilegio.
Se un gesto mi converte, è questo passo
paziente dietro l’uomo, questa guida
senza pulpito, priva d’apparato.
Mi chiedo se a qualcuno, qualche giorno
lontano, possa ritornare in mente
la santa assurdità di questa sfida,
l’esempio scandaloso di chi ha amato,
una rivolta esplosa così piano.

A Pier Paolo Pasolini

image
di Giorgio Galli

Qui dove manco l’odore del mare
ci viene a consolare,
qua in mezzo a questa mondezza
che puzza come puzza l’omicidio
gira il fantasma del grande poeta,
spettro incapace di pace, che gira
e gira il mondo dei vivi perché vi appartiene ancora,
perché in quel mondo non ha ancora terminato
il suo mandato. Continua a leggere

Essere tra le lingue #6: Ida Vallerugo, “Mistral”

di Manuel Cohen

E i vuardàn la citât che sot di nô/a impîa li sô lûs e a vîf./ Sigûrs ch’i sini vîs?/ Soul cui ch’al vîf si lu domànde?/ Sôsta dal vivi, viva eternitât?/ O si prepàre a vampâ la flama/ che finalminti a fai uman il timp?’, ‘ora voglio camminare con te sui prati./ E guardiamo la città che sotto di noi/ accende le sue luci e vive./ Sicuri che siamo vivi?/ Solo chi vive se lo chiede?/Pausa del vivere, viva eternità?/O si prepara alla vampata la fiamma/ che finalmente fa umano il tempo?’ La vicenda letteraria di Ida Vallerugo (1946) assomiglia al percorso di un fiume carsico: Continua a leggere

Valentino G. Colapinto recensisce “1975” su Liberidiscrivere.

di Valentino G. Colapinto.

1975. Nonostante Pasolini, e purché Buzzanca non lo sappia, al liceale piacciono le donne” Franz Krauspenhaar: 120 pp. rilegato, prezzo di copertina €12 [Caratteri Mobili 2010].

Caratteri Mobili è una casa editrice barese appena nata, che ha posto tra i suoi obiettivi quello di pubblicare letteratura sperimentale o comunque non ovvia e di qualità. Una mosca bianca, quindi, nel panorama editoriale pugliese e non solo, cui indirizziamo i nostri migliori auguri per il coraggio dimostrato in tempi di crisi come questa.

“1975” di Franz Krauspenhaar è il titolo che inaugura la collana Molecole, dedicata per l’appunto ad “aggregazioni narrative poliatomiche, legami letterari covalenti, meccanica quantistica della materia scrittoria (…); avendo sempre come punto di partenza la letteratura, far collidere mondi narrativi tra i più disparati, intersecando gli orizzonti del racconto con i multiformi linguaggi dell’arte e dell’espressione umana.”

Franz Krauspenhaar (Milano, 1960) è uno scrittore con molte pubblicazioni alle spalle in dieci anni circa di attività ed è ben noto a chiunque frequenti i blog letterari italiani più importanti. Per anni redattore del lit-blog Nazione Indiana, è stato poi tra i fondatori de La poesia e lo spirito e della neonata rivista letteraria online Torno Giovedì. Continua a leggere

Vivalascuola. Scuola di massa, non repubblicana

La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di messi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

(Costituzione della Repubblica Italiana, art. 34)

Lo Stato ha un miliardo di debiti con le scuole pubbliche, non garantisce la sicurezza dell’edilizia scolastica, non finanzia le attività didattiche, riduce il sostegno, non paga i ricercatori, taglia il personale, senza nemmeno rispettare le procedure legali, smantella il tempo pieno, tra le esperienze di eccellenza della scuola italiana. Mentre tutte le nazioni investono in istruzione, procede la dequalificazione della scuola pubblica italiana, a tutto vantaggio della scuola privata. E’ questa la scuola della Repubblica?

E se Pasolini avesse ragione?
Dalla scuola di classe alla scuola di classe

di Giovanna Lo Presti

L’economia basata sulla conoscenza
Secondo la cosiddetta Strategia di Lisbona la media europea dei giovani compresi tra i 20 e i 24 anni d’età dovrebbe registrare una percentuale di diplomati superiore all’85 per cento entro il 2010. Continua a leggere

Anna Lamberti-Bocconi. Canto di una ragazza fascista dei miei tempi

Anna Lamberti-Bocconi: Canto di una ragazza fascista dei miei tempi.
di Nadia Agustoni

Un canto che non consente vie di fuga questo che Anna Lamberti-Bocconi ci consegna. Un corale intenso e per alcuni aspetti vicino all’ultimo Pasolini, a cui non sarebbero indifferenti questi “cuori neri”, voci senza storia di una gioventù straniata. Se negli interventi sulla società civile Pier Paolo Pasolini dichiarava quanto gli importasse di quei ragazzi di strada a cui aveva dedicato tante delle sue pagine, in questo Canto di una ragazza fascista dei miei tempi Transeuropa edizioni 2010, Anna Lamberti-Bocconi sembra voler ribadire un impegno etico nei confronti dell’innocenza(1). Innocenza di chi è scaraventato nel mondo e troppo in fretta reso scarto. Leggendo i cinque canti di cui si compone il poema, è su questo scarto che più volte ci tocca riflettere e su una diversità che si dispiega in modi difficili, perché difficile è coglierla nel groviglio di speranze che le voci in scena raccontano, restituendo immagini di un quotidiano dove la violenza è la parola compromessa degli adulti. Continua a leggere

Darsi comunque ( Fede Alvarez)

da qui

E’ facile dar corpo alla paura che nasce dai giochi dei bambini, fantasie di onnipotenza e di perdita totale, senso di abbandono, minaccia alla fragilità insuperabile dell’io. C’è solo un modo per vincere il terrore di perdersi: darsi comunque, senza aspettare ricompense.

In un futuro aprile

da qui


Supplica a mia madre

E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Pier Paolo Pasolini