POESIA E POTERE – di Giovanni NUSCIS

potere

Pur ritenendo illuminante, per affrontare il tema, la lettura diretta di alcuni testi poetici non è forse inutile fare una breve premessa.
Inizierei intanto con due definizioni, una di poesia e una di potere, tra quelle che mi paiono più appropriate nell’economia del discorso.
Poesia (dal dizionario Garzanti) è “l’arte e la tecnica di comporre versi o, più generalmente, di esprimere in forme ritmiche (estranee alla prosa) idee, sentimenti e realtà secondo la propria visione del mondo”.
Potere (definizione sociologica da http://www.sapere.it/enciclopedia) “capacità di assumere decisioni che determinino comportamenti di altri, entro una relazione sociale che coinvolge gruppi o singoli individui. Il potere implica, perciò, la possibilità di ricorrere a strumenti in grado di imporre la decisione presa a soggetti che non la condividano. In questa prospettiva, il potere si manifesta come esercizio possibile di mezzi che spaziano dall’influenza personale (compresa la seduzione) al più brutale impiego della violenza fisica.” Continua a leggere

La poesia e i barbari

 

di Alessandro Seri

Tiziano Terzani diceva che di fronte ad un bivio tra una strada in discesa ed una in salita bisognerebbe sempre prendere quella in salita. Ovvio che la strada in salita comporta più fatica nell’affrontarla ma la soddisfazione alla fine del percorso è diversa, la visione che si ha del mondo dall’alto ci ripaga dello sforzo. Trentacinque anni fa moriva ammazzato all’idroscalo di Ostia il più importante intellettuale italiano del secondo Novecento, Pier Paolo Pasolini, e subito mi si sposta la memoria a qualche mese indietro, credo fosse febbraio 2010, durante la presentazione che stavo facendo ad un libro di poesie di una cara amica a Civitanova Marche. C’era tra il pubblico un ragazzo sui diciotto-diciannove anni che scattava foto, ad un certo punto è intervenuto dicendo: “a me piace quello di cui state parlando, sento che dite belle cose, però proprio non le capisco.” Continua a leggere