Pierre-Yves Leprince, Il taccuino perduto. Un’inchiesta di Monsieur Proust

taccuino

Negli alberghi può succedere di tutto. Se poi a occupare la stanza numero 22 dell’Hôtel des Réservoirs, affacciato sul parco di Versailles, è Marcel Proust, si capisce che la faccenda si fa davvero intrigante. Siamo nel 1906, il futuro autore della Recherche lì alloggia mollemente segregato in attesa che l’appartamento parigino che abiterà nei successivi anni, al numero 102 di Boulevard Haussmann, sia pronto. Come trascorre il proprio adorato Tempo? Prendendo appunti e osservando scrupolosamente “la grande nemica dell’alta società: la realtà”. Attratto dalle emozioni e dal gusto del Vero, che “annoia o sconvolge”, il trentacinquenne inquieto ospite smarrisce uno dei preziosi taccuini su cui verga le prime battute di quello che sarà il suo capolavoro. La camera viene messa a soqquadro ma non c’è cameriera che riesca a trovarlo. Il portiere, Massimo, affida quindi la petit recherche al giovanissimo Noël, fattorino diciassettenne dell’agenzia “Bâtard e figli, pedinamenti e indagini di ogni sorta”, e, al presente, voce narrante dell’intera vicenda, ricostruita a distanza di ottant’anni dai fatti. Continua a leggere