“EQUATORIA”, DI PATRICK DEVILLE

Recensione di Vincenzo Maria Oreggia

Equatoria
Patrick Deville
pp. 360
traduzione di Roberto Ferrucci
15,00 euro
Galaad Edizioni, 2013

copequatoriaScrittore cosmopolita, per cui è impossibile separare esperienze personali e memorie legate ai luoghi instancabilmente attraversati, Patrick Deville, in questo romanzo nervoso e controllato, accurato nell’arditezza della composizione e viscerale nell’impeto che mantiene ovunque tesa la scrittura, affonda lo sguardo nel cuore dell’Africa centrale, lungo quell’anello di foreste e maestosi fiumi che si estende per migliaia di chilometri tra l’Atlantico e il Pacifico e ha dato appuntamento, in un convegno di spettacoli terribili e fantastici, a celeberrimi esploratori, avventurieri d’ogni genere e ambizione, eccentrici filantropi.

L’opera più africana di Deville, che ha lunga confidenza con un Continente dove ha viaggiato e vissuto per anni, conoscendone disastri e fascinazioni, miracoli e orrori presenti e passati, si sviluppa come un grande mosaico di storie, un affresco mirabilmente composito di biografie o accadimenti rimarchevoli che svelano parentele e sorprendenti richiami l’uno con l’altro, proliferando come un dedalo di scene leggendarie e vivissimi fantasmi attorno al cammino dello scrittore. È questo il modo in cui il viaggiatore contemporaneo, nomade operoso armato di taccuino e curiosità insaziabile, fondendo diario personale e memorialistica di casi umani straordinari, nonché plasmando una prosa di stigmatizzante forza evocativa e centellinato, lirico nitore, giunge a una sua originale forma romanzo. Continua a leggere