Vivalascuola. Basta con i governi della disequità

Abbiamo aspettato di vedere all’opera il governo Monti e dopo 17 giorni la manovra salva-Italia è arrivata. I più colpiti sono i cittadini con più basso reddito, e tra questi i lavoratori della scuola: colpiti in particolare dagli interventi sulle pensioni, dall’aumento dell’Iva, dall’introduzione dell’Ici sulla prima casa. Intanto in Italia continua a crescere il divario tra ricchi e poveri, che supera la media dei Paesi Ocse, mentre diminuisce la redistribuzione della ricchezza attraverso servizi pubblici come sanità e istruzione.

Smettiamo di parlare di discontinuità e cominciamo a praticarla
di Giovanna Lo Presti

Basta con i governi di nani e ballerine

Quando, negli ormai lontani anni Ottanta del secolo scorso, Rino Formica deprecava il craxismo bollandolo con l’efficace espressione “un governo di nani e ballerine”, non poteva immaginare quanto quelle parole sarebbero state adatte per l’Italia futura.

Il nostro Paese ha appena liquidato un governo di nani (metaforici, molti – reali, alcuni) Continua a leggere

Vivalascuola. Appunti d’assessore. Il dimensionamento scolastico

E’ in arrivo una nuova tornata di tagli alla scuola, si chiama dimensionamento. 172 milioni devono saltar fuori con la chiusura e l’accorpamento di 1.130 scuole, la soppressione di altrettanti posti di dirigente scolastico e DSGA e la cancellazione di 1.765 posti di Collaboratori Scolastici. La Lombardia, contrariamente a quanto hanno fatto altre regioni, si è quasi subito adeguata. I comuni devono deliberare sulla rete scolastica entro il 15 ottobre, le province consegnare i piani in regione entro il 31 ottobre, la Regione recepirà i piani provinciali il 10 novembre (Pippo Frisone, qui).

Il piano di dimensionamento delle scuole a Cologno
di Donato Salzarulo

1. – La prima a telefonare fu la dirigente scolastica del Terzo. Aveva letto la nota Prot. n. MIUR AOODRLO R.U. 7286 dell’11.7. 2001, firmata dal dott. Giuseppe Colosio, Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, avente per oggetto l’applicazione del D.L. 6 luglio 2011 n. 98 (“Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”) Continua a leggere

Vivalascuola. I precari della scuola

Noi siamo quelli che si possono cambiare,
i disponibili, i tappabuchi della scuola, quelli
che possono aspettare, che non lasciano
memoria, nomi senza volto e senza storia
a settembre in classe
a giugno fuori dal portone,
pedine d’una cinica scacchiera sgangherata
che vuole il pregio di dirsi istituzione.
(Francesco Sassetto, qui)

Una scuola precaria
di Claudio Nicrosini

Un tema difficile, un soggetto frammentato
Il tema del precariato fra i lavoratori della scuola, in un certo senso, risente della natura segmentata e frammentaria del suo oggetto. Ne è difficile uno sviluppo sintetico ed efficace, perché l’oggetto stesso “sfugge” e si modifica costantemente. Esistono, in effetti, diverse forme di precariato: diverse graduatorie, diversi contesti regionali Continua a leggere

Vivalascuola. Basta alla scuola precaria

14 e 15 giugno,
sciopero degli scrutini
contro i tagli
alla scuola pubblica
e lo smantellamento
del tempo pieno
alle elementari.
Sciopero anche
contro la manovra economica che decurta
di una cifra dai 29.000
ai 42.000 euro
gli stipendi
degli insegnanti e cancella il debito di oltre un miliardo
dello Stato verso le scuole.

Parola di ministro

Questa legislatura deve vedere uno sforzo unanime nel far sì che gli stipendi degli insegnanti siano adeguati alla media Ocse. Non possiamo ignorare che lo stipendio medio di un professore di scuola secondaria superiore dopo 15 anni di insegnamento è pari a 27.500 euro lordi annui, tredicesima inclusa. Fosse in Germania ne guadagnerebbe 20 mila in piu’. In Finlandia 16 mila in piu’. La media Ocse e’ superiore ai 40 mila euro l’anno.

(Mariastella Gelmini, 2008)

Contro la scuola precaria

di Giovanna Lo Presti

C’è un signore italiano che nel 2007 ha guadagnato oltre 25.000 euro al giorno; è un guadagno “quotidiano” e fa più effetto Continua a leggere