Passerà? (Ovvero: cartolina di fine estate dal 1899)

È considerata «l’opera più vasta e complessa di Luigi Pirandello» (Spinazzola) e insieme una delle sue creazioni meno riuscite, per via di una presunta rappresentazione troppo bozzettistica di tipi e ambienti e di un troppo accentuato indulgere melodrammatico sulle tematiche. Eppure, a quasi cento anni dalla sua pubblicazione (uscì ufficialmente in volume nel 1913 ma fu probabilmente scritta sul finire dell’Ottocento) I vecchi e i giovani non smette di raccontare l’Italia agli Italiani, e di costituire un sorprendente liquido di contrasto in cui intingere la cartina di tornasole della nostra società. Continua a leggere

TIME TO DIE: IL TEMPO DI MORIRE

I. «Camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti ‘tu muori’» [Lucio Battisti]

«La vita sul palco: sì! Il palco nella vita: no!». Mi disse, pieno di prudente/previdente – profezia. All’epoca, come nell’ora, non è detto: l’autodeterminazione sposi l’autoconservazione. Vero che il corpo è uno strumento. Vero anche che Qualcuno bruciò – il suo strumento. Quello che resta è la Musica. Esistono contenitori che modellano il contenuto. Esistono contenuti che spezzano i contenitori. Per quanto si cerchi di ‘bilanciare’ è sempre una Spada di Brenno, una Spada di Damocle! Si deve: scegliere! Imperativo e Categorico: o sopra o sotto il palco! Aut-Aut: scelta obbligata! E scelgo: non starò sotto! Al di là dell’Alfabeto di Ben-Sira o dell’Anonimo che sia stato, al di là del lignaggio di Lilith che motteggia: «Ella disse ‘Non starò sotto di te’ , ed egli disse ‘E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra’». Continua a leggere