Metafore, teatri della memoria ed effetti di nebbia nell’Isola del giorno prima di Umberto Eco (prima parte)

Isola Eco

Non sono mai ingenue né scontate le strategie che Umberto Eco mette in atto per profilare i personaggi dei propri romanzi. Non sorprende quindi che l’eroe dell’Isola del giorno prima, Roberto de la Grive, sia posto tutto sotto un particolare sigillo, onirico e sfumato, che investe il modo di allacciare i segni e gli indizi del mondo esterno, la maniera in cui l’autore edifica il mondo narrativo, il tipo di linguaggio adottato e, non ultima, la struttura della fabula. Per far ciò Eco anagramma alcuni spunti generati dalla lettura di Sylvie di Gérard de Nerval, in particolare trasferendone all’Isola il gioco a effetti di nebbia, non solo dotando il dettato di particolari risultati estetici, ma inserendo un reagente chimico di volta in volta capace di fare più evanescente o più chiaro un qualche elemento del testo. Continua a leggere

Tra realtà e fantasia: intervista a Giovanni Agnoloni

Pubblichiamo qui l’intervista a Giovanni Agnoloni realizzata da Paolo Marzola e pubblicata sul suo blog, e in seguito su quello di Agnoloni. Glorfindel è l”alias’ tolkieniano di Paolo, mentre Kosmos è quello connettivista di Giovanni.

L’intervista verte sulle ricerche tolkieniane e di letteratura comparata di Agnoloni, oltre che, più in genere, sul suo rapporto con la letteratura e la scrittura. Viene dedicata particolare attenzione alle tematiche attinenti al movimento fantascientifico connettivista e al fantastico in genere (ma non solo). Continua a leggere

Credere in Dio? (Prima puntata – La prova)

Questo post e i seguenti partono dal presupposto che nessuno è tenuto ad avere l’hobby della filosofia, ma che almeno una volta nella vita tutti si trovano di fronte al problema dell’esistenza di Dio. Fra gli “intellettuali” italiani è diffusa l’idea che certi argomenti, come la storia o la filosofia, debbano essere riservati agli addetti ai lavori, e hanno sempre fatto il possibile per escludere le masse da certi discorsi. Però ultimamente sembra esserci un risveglio di interesse per Dio. Vito Mancuso con “L’anima e il suo destino” ha avuto un grande successo; Eugenio Scalfari, dopo aver girato a lungo intorno al tema, l’ha preso di petto nel suo ultimo libro; i pamphlets pro-ateismo di Piergiorgio Odifreddi sono diventati dei best seller; su un blog prestigioso come Nazione Indiana appaiono periodicamente post a favore dell’ateismo. Eccetera eccetera.
Stando così le cose, e a beneficio di chi gradirebbe un po’ di divulgazione sull’argomento, credo che valga la pena di ripercorrere le “prove” a favore e contro l’esistenza di Dio, e relative critiche. Certo, una serie di post divulgativi non può avere la pretesa di passare in rivista l’intera storia della filosofia e nemmeno di esplorare ogni argomento nei particolari, ma può fornire alcune informazioni basilari, e il viaggio non dovrebbe essere poi troppo lungo. Per poco che ci si appassioni alla materia, sarà come leggere un giallo di Raymond Chandler: nelle prime pagine sembrerà che il caso sia già bell’e risolto e invece, andando avanti, si scoprirà che non soltanto il colpevole non è l’indiziato, ma che addirittura il delitto non era quello che sembrava: era tutta un’altra faccenda. Continua a leggere

Il gioco a somma zero

Si parla tanto di “emergenza sicurezza”. Un giorno si invocano leggi, espulsioni, ronde notturne, provvedimenti eccezionali; il giorno dopo gira il vento e si chiedono indulti, benefici, tolleranza. Un giorno ci si scaglia contro i rom, il giorno dopo si invoca la solidarietà. Forse mi sono perso qualcosa, ma mi rode il dubbio che questo dibattito non serva per capire qual è la cosa migliore da fare e che i clandestini, i rom, i cittadini impauriti/incazzati, siano tutti strumenti di un gioco politico.
Sbaglierò, ma sono convinto che, prima di invocare provvedimenti severi o di assolvere a priori, sarebbe il caso di ricuperare il senso di parole come “colpa” e “responsabilità”. Ripeto: sbaglierò. Ma secondo me abbiamo finito per attribuire a queste parole un significato distorto.
Se vi sembra che la prendo troppo alla lontana vi chiedo scusa, ma non saprei come fare diversamente. Partiamo da un caso pratico. Continua a leggere