Non voglio partorire un corpo di plastica / di Jonida Prifti

dimestichezze protettive
premono infuori dovere protettivo

non voglio partorire un corpo di plastica
che possa gonfiarsi di fiato innaturale

risiede in una minima
goccia di saliva
una forza striminzita
che si muove ruotando

non voglio partorire un corpo di plastica
che possa iniettarsi di acido polare

non vedrai più l’ombra come tale
in fondo alla valle risiede un nascondiglio
dove il contorno si riempie di cotone
per sembrare animale

non voglio partorire un corpo di plastica
che possa lanciarsi dentro il buco astrale

immobile la casina ondeggia fumo
dal tetto triangolare
viscida si sviscera la lumaca
attaccata al cemento
(sottostante o sovrastante?)
e inforca la sua forma
verso una porta inchiodata

non voglio partorire un corpo di plastica
che possa ammalarsi e per un tossico unguento
SCOPPIARE

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Wiliam Farnesi, 5 poesie

wiliam farnesi

1.
la luna di Brema

la luna è
senza fissa dimora

questa notte vorrebbe
trovare casa in una isola
del mare del nord
ma è troppo grande

la luna di Brema
si nasconde
nell’impossibilità
di occultarsi Continua a leggere