Dormire, forse sognare

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Ci sono momenti, nella vita, in cui ti chiedi se tu stia sognando, o sia tutto vero. Ti rigiri nel letto, la mattina, prima che la sveglia suoni, sicuro di stare dormendo, ed ecco, tra poco la sveglia suonerà, ed è stato solo un incubo, uno di quegli incubi di quando hai mangiato troppa carbonara. Sì, è così, c’è un governo normale, che lavora per il bene del Paese, un governo di gente normale che conosce il mestiere, che è pagata per questo: non essere l’incubo di chi si sveglia la mattina, sperando di stare dormendo, in verità. Drin! Drin! Che bello, farsi la barba in un Paese come tanti altri.

Crisi

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Proviamo a giudicarci da lontano,
da un loggione chiassoso, dove i fischi
si abbattono in platea come rimorsi
e gli attori non sanno se restare
o fare le valigie. Perché andarsene
potrebbe rivelarsi lo spettacolo
migliore, il più sensato; o almeno dare
indietro il prezzo del biglietto. Appena
chiudi gli occhi ti viene un’immagine
alla mente: un sogno che finisce
col trillo della sveglia; il palcoscenico
è vuoto; c’è soltanto, lassù,
un mormorio d’attori che il loggione
trasforma in una scena che stupisce,
un’invettiva, che si cambia in canto.

Missionari in parlamento (a proposito di Giorgio Napolitano)

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La ricerca di una logica nel caos è segno inequivocabile di civiltà. Ogni realtà dell’essere parte imperfetta e tende alla propria perfezione. Così dovrebbe essere in politica: mettere ordine dove c’è ingiustizia, far crescere il bene, il rispetto, l’uguaglianza, rifiutare ogni forma di violenza, e negare che questo sia utopia. Non sono la giustizia e il bene a non avere un luogo: è l’essere umano che fa spazio al loro dispiegarsi. Qualcuno chiede di mandare missionari in parlamento: ecco, questa è la missione necessaria. Solo così può cambiare qualcosa in questa brutta storia.

L’eco (Berlusconi aggredito)

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Arriveremo al cannibalismo. Ci mangeremo a vicenda, e forse allora ci troveremo buoni. Quando l’ultimo essere umano rimarrà in piedi, con le mani sporche di sangue, si guarderà intorno e si interrogherà sull’esistenza di un’alternativa a tutto questo. Gesù Cristo, Ghandi, Luther King hanno detto una parola la cui eco si perde tra le urla contrapposte di populismo, terrorismo e demenza.

Don Chisciotte (politica italiana)

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La politica ormai è degenerata, non ci si meraviglia più di niente. Non si sa da chi o cosa si potrebbe ripartire. Eppure la risposta è elementare: dal bene comune. Ci sono bisogni da considerare, gente che non può più andare avanti, istituzioni fatiscenti, strutture che invocano interventi non procrastinabili. L’obiettivo esige la rinuncia agli interessi personali. Oggi è normale che la politica e la vita del paese corrano su binari paralleli. Non ci resta che agitare il fazzoletto in un malinconico saluto? O partire lancia in resta contro i primi mulini che incontriamo?

Gramsci, De Gasperi e l’Italia: le riflessioni di Steven White

Testo introduttivo, intervista e cura del testo italiano di Giovanni Agnoloni

Steven White, docente di Storia Contemporanea e Studi Internazionali presso la Mount St. Mary’s University (Maryland, Stati Uniti), è uno studioso di storia e politica italiana. Giunto a Pavia da ragazzo con la famiglia, al tempo delle scuole medie, ha potuto apprendere la nostra lingua e conoscere la nostra cultura, che poi ha approfondite negli studi universitari e post-universitari. I suoi interessi si sono focalizzati soprattutto sulle figure di Antonio Gramsci e Alcide De Gasperi e sull’evoluzione della politica italiana, anche in relazione agli Stati Uniti, dopo la Seconda Guerra Mondiale. È un italianista che, peraltro, si è occupato anche di Spagna e Russia (paesi di cui ha pure studiato le lingue e la storia), e si è anche occupato di formare i diplomatici americani destinati al Vecchio Continente sulla storia e la cultura del nostro paese e della Penisola Iberica, nel corso di una collaborazione con il Foreign Service Institute (Istituto dei Servizi Esteri) del Dipartimento di Stato americano. Oggi ci racconta più nel dettaglio il suo lavoro e delle “impressioni d’Italia” dagli Stati Uniti, all’inizio di quella che è senz’altro una nuova stagione della storia americana. Continua a leggere