Politically correct

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Il vero problema del credo cristiano, oggi, è il politicamente corretto. Gesù parlava secondo verità, e non guardava in faccia a nessuno. Oggi si guarda prima la faccia del destinatario e ci si regola di conseguenza, togliendo o aggiungendo a seconda della convenienza o del quieto vivere. In questo stile non c’è nulla del Vangelo, della parresia del cristianesimo, del compromettersi fino all’effusione del sangue. Se Gesù avesse voluto andar d’accordo con tutti, avrebbe fatto una brillante carriera. Non è stato così: si è inimicato i potenti, per sostenere i deboli, è stato giustiziato, per avere predicato un Dio che è amore integrale e non un idolo a compartimenti stagni, a sezioni intercambiabili. Il credente politicamente corretto si illude due volte: primo, di essere un discepolo di Cristo; secondo, di raggiungere qualche esito valido, con la sua edulcorazione del messaggio. In realtà riceve solo la paga di un intimo disprezzo, il sorriso ironico di chi conserva la propria identità e non la svende per nessun motivo.