Tomas Tranströmer, Nobel del silenzio

di Saverio Bafaro

da Postpopuli.it

Tomas Tranströmer (da Wikipedia)

Poeta, psicologo e pianista, Tomas Tranströmer è l’ultimo Premio Nobel per la letteratura. L’Accademia di Svezia ha riconosciuto il merito al proprio compatriota perché «attraverso le sue immagini dense, limpide, offre un nuovo accesso alla realtà».

Tema centrale di tutta la sua poetica è senza dubbio il Silenzio. Dimensione fondativa e generativa, profonda meditazione agglutinatasi a partire da echi biblici (non è secondario ricordare la sua traduzione del Salterio) e passata attraverso molteplici influssi di cui solo i principali sono: i classici, i mistici medievali, i romantici, i simbolisti, i surrealisti, fino ad approdare alla lirica giapponese.

Il Silenzio è immagine ripetuta e sviscerata, ossessione pervasiva e creatrice, fuoco che ha la facoltà di mettere in relazione l’esteriore con l’interiore, motore che regola ogni movimento di partenza e di approdo della sua magnifica parabola artistica e umana. Da ormai 21 anni affronta un ictus che ne ha compromesso la motricità e la parola orale, consegnandolo ad uno strano caso in cui il pensiero espresso nelle sue pagine è consustanziale a quello che concretamente vive. Continua a leggere

Krishna Biswas e la magia della chitarra acustica

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Da Postpopuli.it

Krishna Biswas è un chitarrista elettrico e acustico con all’attivo quattro CD di composizioni sue proprie, suonate e concepite in uno stile acustico personale. Ha all’attivo esperienze in gruppi musicali della zona fiorentina e toscana, la presenza come insegnante in scuole di musica privata e la conduzione di seminari musicali.
Una selezione dei suoi brani e ulteriori dettagli si trovano sul suo spazio Myspace.

– Parlaci del tuo percorso musicale, di come hai iniziato a suonare, dei tuoi primi maestri.

Provengo da una famiglia che mi ha esposto a stimoli musicali di differente natura, da quella classica occidentale a quella indiana e americana. Ho cominciato a studiare il pianoforte da bambino, a 5 anni credo, con un insegnante classico. Dopo qualche tempo ho cambiato strumento, attratto dalla chitarra classica. Sono stato fortunato a conoscere il mio primo e più influente maestro, Ganesh Del Vescovo – chitarrista classico e compositore – che poi è diventato amico di famiglia e mio maestro fino ai 15 anni. A quell’età poi ho subito il fascino della musica afroamericana e sono passato all’elettrica. Ho riscoperto i suoni acustici successivamente, ma non per esigenze limitate all’esperienza musicale, ma semmai più vicine a una ricerca di emancipazione dall’imitazione di esercizi di stile e sonorità ormai conformate, in cui molti musicisti che mi circondano si riconoscono. Continua a leggere