Vivalascuola. “Dream” è l’anagramma di “merda”

Non ci sono motivi per non scioperare il 5 maggio. Il DDL sulla scuola del Governo Renzi mette a rischio tutti i lavoratori della scuola, la scuola pubblica e l’insegnamento e, per i suoi contenuti e per i metodi con cui viene imposto, la stessa democrazia. Lo spostamento dei test Invalsi alla scuola primaria (previsti proprio per il 5) per cercare di vanificare lo sciopero è una grave violazione delle regole democratiche e costituisce un motivo in più per scioperare. Per la prima volta dopo 7 anni i sindacati scioperano insieme. Nessuno può invocare come pretesto la divisione del mondo della scuola e la frammentazione delle iniziative. Nessuno può dire “si sciopera solo il venerdì per allungare il week end“. Oltre che per bloccare il DDL si sciopera per la stabilizzazione, il contratto, la cooperazione e la gestione democratica della scuola. Per una scuola per la Repubblica. In questa puntata di vivalascuola presentiamo un invito allo sciopero di Giovanna Lo Presti e in apertura l’appello di Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione, a insegnanti e studenti a battersi uniti contro il progetto del governo sulla scuola. Inoltre materiali, commenti e le notizie della settimana scolastica. Continua a leggere

Vivalascuola. “Se non ti piace obbedire, cambia lavoro”

Presentiamo in questa puntata di vivalascuola le voci di Flavio Maracchia, Andreana Deledda, Giordano Mancastroppa, docenti fatti oggetto di sanzioni disciplinari da parte dei dirigenti scolastici perché colpevoli di aver difeso la libertà d’insegnamento dalle pretese e dall’invadenza delle prove Invalsi. E le riflessioni di Cinzia Olivieri sullo svuotamento degli organi collegiali, di Vincenzo Pascuzzi sul sistema Invalsi, di Roberta Roberti sul sentire oggi diffuso nelle scuole. Sono casi paradigmatici dell’obiettivo perseguito dagli ultimi governi: ridurre la residua democrazia nelle scuole-aziende rafforzando il potere dei dirigenti-manager. “La mia scuola è un luogo senza parole“, dice Roberta Roberti. Ed è storia che prosegue in queste settimane: prima la notizia di una legge delega rivolta a rendere solo consultivi gli organi collegiali, poi le reazioni e le proteste del mondo della scuola, poi l’annuncio del Miur: il contenuto della legge delega diffuso “è superato“: “superato“, non “negato” e non “abolito“. “È bene che tutta la scuola stia in ascolto…” (qui)

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