Sulla soglia

Così com’è, intera, declinata 

in forme preordinate, in tagli uguali, 

dentro rade radure, o boschi oscuri, 

trillando fra i trapassi di migranti 

stormi, curvi di sogni che trapelano

dai possibili ultimi passanti, 

come canti risorti dalla ferma

voglia, no, dalla doglia, l’urlo, l’alto

ricorso alla preghiera, sulla soglia. 

Farà da Dio

È tutto così semplice con Dio, dice il Cristo alla Bossis. Bisogna cominciare a credergli. Offrirgli il poco che abbiamo, perché il resto lo fa Lui. Ammassare preghiere nei granai: per gli increduli, i pagani, i peccatori. Con la certezza che farà, e farà da Dio. 

Quello che non è

Possiamo vedere Dio nel prossimo, anzi dobbiamo. La carità non toglie nulla all’amore per Gesù: piuttosto aggiunge la concretezza e la forza dell’Incarnazione. Confidiamo nella Sua presenza ogni momento, altrimenti la preghiera diventa forma sterile, cioè quello che non è. 

Richieste

Gesù dice a Gabrielle di consolarlo, perché la Sua passione è sempre, e sempre ha bisogno della nostra vicinanza. Le raccomanda le virtù teologali, cui tiene tanto: la fede e la speranza sono i primi gradini dell’amore, che va sempre alimentato, con piccoli sacrifici che lo tengano vivo. Solo l’amore conta. Dice di chiedergli di agire in lei: Lui lo farà.

Uniti

Il Cristo dice alla Bossis di chiedere anche le cose impossibili, perché Lui può tutto. L’amore approfitta di questa potenza senza limiti, che si mette a disposizione dei nostri desideri più profondi. Gesù ha sofferto, per questo, tutte le pene, perché in ogni dolore potessimo consolarci, uniti a Dio, partecipi della sua natura, intimi con l’Infinito.