Come quando


Gesù è lo stesso Cristo che è in cielo, quando è qui a ispirarci. A qualcuno, addirittura, appare. È così anche per noi, creature pensate per cominciare a essere ciò che saranno, quando questi vincoli mortali, la complessa eredità del peccato, non avranno più potere: allora vivremo come angeli, figli felici di abitare nella casa del Padre.

Coordinate


Il futuro ci affascina o ci inquieta. Ci facciamo dei film che sembrano dei veri e propri gialli: non si sa come andranno a finire. Tifiamo per noi stessi, mettiamo insieme i pezzi in modo che il mosaico corrisponda, almeno parzialmente, ai nostri gusti: verrà un capo intelligente e comprensivo, o dipendenti che lavorano; mia moglie diventerà più dolce, mio marito più attento e disponibile; i figli saranno meno ribelli e incontentabili.
Dall’altra parte, il passato è una fonte di rimpianti, rimorsi, nostalgie. Possiamo perderci nei suoi meandri, ripetendo all’infinito che sarebbe andata meglio così, che avremmo potuto evitare quell’azione, tacere, quel maledetto giorno, perdonare, invece di mettere il dito nella piaga.
Passato e futuro ci sottraggono una quantità enorme di tempo e di energie. Se ascoltassimo il Cristo, probabilmente sentiremmo parole come queste: una sola cosa ti manca, il presente.

È facile


È facile volare con la fantasia, perdersi in cieli dorati godendosi tramonti o aurore boreali, immaginando castelli immacolati su monti avvolti nei boschi, musiche che vibrano all’unisono con l’armonia del cosmo. È facile inseguire paradisi artificiali, astrarsi dal grigiore del tran tran quotidiano, indossare un abito da mago e trasformare in carrozza principesca ogni zucca che incontri. O spacciarsi per mercante di stelle, affittuario di universi ignoti, in cui non si sconta sulla pelle il dolore del mondo.
Più difficile è restare al chiodo, abitare il momento presente, con le falle che si aprono, i vestiti che invecchiano, i rapporti che si logorano. Ma è là che si accendono i colori, che si gustano i sapori veri, che si tocca la sostanza dell’enigma che chiamiamo vita.