Profezia e poesia


Se qualcuno storpia una nostra affermazione, ci rimaniamo male o ci alteriamo. È il gioco del passaparola: a ogni tappa qualcosa si trasforma, fino a cambiare totalmente il senso.
Penso a quanto si possa deformare la parola del Cristo: ciò che è uscito da Lui, con infinito amore, è ripetuto sciattamente, così da mutare la preghiera, in casi estremi, in sberleffo o imprecazione.
Educare alla Parola è un compito urgente, svolto dal profeta e dal poeta: entrambi ispirati a dare, alle parole, il giusto peso.

Sodoma e Gomorra

da qui

“Udite la parola del Signore, voi capi di Sodoma, ascoltate la dottrina del nostro Dio, popolo di Gomorra!”.
Così comincia la prima omelia di Isaia, il grande profeta biblico. Mi vengono i brividi, ogni volta che ci penso. Non mi stupisce che sia morto martire. Quando il Signore chiede: Chi manderò?, lui fa un passo avanti: Eccomi, manda me. Sa bene a cosa va incontro. La vita è fatta di profeti e di gente che prende quello che può, evitando il più possibile i fastidi. Io ho un sogno: che l’umanità si alzi in piedi e un grande boato riempia l’universo: Eccomi, manda me. Da questo grido nascerebbe l’era finale sognata da Isaia, quelllo che qualcuno chiama il mondo nuovo.