Il blocco degli sbarchi

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Verrà il tempo in cui
gli alieni bloccheranno
gli sbarchi nelle loro
progressive et prospere
lande per farci pagare
i nostri miseri confini
i morti in mare bambini

Max Ponte
13 giugno 2018
#apriteiporti #restiamoumani

Milioni di nocche che bussano alla porta… e una classe politica non all’altezza del compito storico che le è stato affidato

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Si fa un gran parlare, e a ragione, dell’articolo scritto da Mario Calabresi e comparso sulla prima pagina de La Stampa ieri mattina. E non solo per la foto di Alan, il bimbo siriano di tre anni annegato insieme alla madre e al fratello più grande mentre cercava di raggiungere Kos, la Grecia, l’Europa, la salvezza.
Chissà se qualcuno gli aveva spiegato che quell’Europa che tanto disperatamente stavano cercando di raggiungere era, insieme al resto dell’Occidente, in larga parte corresponsabile del dramma che da anni si sta consumando sul suolo siriano.
Quando sui libri di Storia, a scuola e poi all’Università, mi fecero studiare la presa di potere del nazismo e la sua avanzata in Europa, il punto fondamentale dal quale ogni studente doveva partire era l’immobilità degli stati europei e la loro impotenza, il loro essere troppo deboli, troppo divisi, troppo distanti, nelle loro differenti e personali posizioni per riuscire ad affrontare con successo quell’ombra che si stava lentamente allungando su di loro e che li minacciava tutti, nessuno escluso.
L’Europa unita, questo Leviatano voluto da quegli stessi Stati che avevano giurato che non sarebbero mai più stati deboli, impotenti, immobili, divisi e distanti, nelle loro differenti e personali posizioni, al cospetto di chi ne avesse minacciato i Continua a leggere

Diritto d’asilo: una proposta politica

Pubblicato da La Poesia e lo Spirito in sintonia con la redazione di Nazione Indiana e con quella de Il Primo Amore

Invece di investire denaro europeo e nazionale per erigere impossibili muraglie all’interno del Mediterraneo, facciamo funzionare, nei paesi extraeuropei colpiti dalle guerre, le nostre ambasciate, recepiamo le domande di asilo e organizziamo il trasporto legale e sicuro nei paesi d’accoglienza. Invece di trovarci costantemente non nell’emergenza immigrazione, ma in quella umanitaria, dovendo ripescare annegati e sopravvissuti, strappiamo agli scafisti l’organizzazione del trasporto dei rifugiati dall’Africa alle coste europee, rendiamo quel viaggio ammissibile e privo di rischi, sottraiamolo ai commerci abietti. Continua a leggere