Plotone d’esecuzione


Oggi, per la prima volta, ho capito dal vivo cosa sia la psicologia della folla. Ero all’ufficio postale, in attesa che uscisse il numero, conversando con un mio confratello e l’impiegata. Finita la pratica del sacerdote, ero convinto che toccasse a me, cioè che fosse scattato il mio numero, il primo della serie dei correntisti. Dopo un poco, quasi al termine dell’operazione, una signora dietro me dice che ho fatto il furbo, il finto tonto e via insinuando. A lei si uniscono altre donne, che evidentemente non vedevano l’ora che qualcuno desse fiato alle trombe. Io ero frastornato: non mi è venuto in mente di dare l’unica risposta sensata, che cioè fossi convinto, per ragioni imponderabili (la stanchezza gioca al prete brutti scherzi) che fosse scattato il mio numero. Un fuoco incrociato di accuse mi investiva, come davanti a un plotone d’esecuzione. Finita la pratica, ho salutato le impiegate, sorridendo cordialmente. Non immagino cosa abbiano potuto dire di me le signore del plotone, ma posso farne a meno. L’importante è aver capito, per la prima volta, cosa sia la psicologia della folla. Ed esserne uscito vivo.