In uscita “Tolkien e Bach” di Giovanni Agnoloni (ed. Galaad)

Giovanni Agnoloni

Tolkien e Bach

Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori

(Galaad Edizioni, 2 aprile 2011)

Un ponte tra letteratura, medicina olistica e spiritualità


Il 2 aprile arriva in libreria un saggio che rappresenta una novità assoluta a livello mondiale. Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori, di Giovanni Agnoloni (Galaad Edizioni; collanaAltrove”; € 13,00) è una ricerca che, per la prima volta, accosta le vite e le opere di John Ronald Reuel Tolkien, l’autore del celeberrimo Signore degli Anelli, ed Edward Bach, il medico inglese scopritore dei Fiori di Bach. Il saggio mira a evidenziare i sottili nessi, e l’efficacia liberatoria sul piano psicologico e spirituale, del Legendarium tolkieniano, confrontato con il meccanismo d’azione dei rimedi floriterapici del Dr. Bach, che nacque nello stesso villaggio in cui Tolkien trascorse un periodo della sua infanzia. Continua a leggere

Tra gli Angeli e l’Io: intervista a Igor Sibaldi

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Igor Sibaldi è uno scrittore e traduttore che unisce in sé molte diverse strade. Nato a Milano nel 1957, è un esperto di slavistica, e ha tradotto e curato l’edizione italiana di numerosi classici della letteratura russa. Ma è anche teologo ed esperto di storia delle religioni. In questo campo, ha pubblicato numerosi saggi che trattano il tema del rapporto dell’uomo con la dimensione dello spirito e con i principi fondamentali della tradizione giudaico-cristiana. RicordiamoI maestri invisibili(ed. Mondadori), Il mondo invisibile (ed. Frassinelli), ma anche Il frutto proibito della conoscenzaL’arca dei nuovi maestri (sempre editi da Frassinelli), e poi Il codice segreto del Vangelo. Il libro del giovane Giovanni (ed. Sperling & Kupfer), Il libro degli angeli(ed. Frassinelli) e l’ultimo uscito, il Libro della personalità(ed. Frassinelli). Continua a leggere

L’invidia: desiderare qualcosa perché qualcuno ce l’ha

invidia-giotto-cappella-scrovegni

di Damiano Mazzotti

Si può considerare l’esperienza invidiosa come l’insieme di diversi stati affettivi: desiderio di qualcosa o di qualcuno, sentimento d’inferiorità, risentimento verso l’altra persona, verso se stessi e verso il destino, e a volte senso di colpa e ammirazione. Ogni singola esperienza d’invidia si può collocare lungo un continuum, con ad un polo l’invidia elementare, definita prevalentemente dal fatto di non avere qualcosa che l’altro ha (un barbone che desidera un cappotto per non morire di freddo), e l’invidia sociale, che invece di essere centrata sulla mancanza del bene si focalizza sull’altra persona e sul rapporto di inferiorità con quella persona (l’adolescente viziata che ruba o si prostituisce per comprare l’abito firmato che l’amica più ricca possiede), fino ad arrivare alla forma di invidia maligna che si alimenta delle sfortune degli altri (io non l’ho, ma ora non l’hai nemmeno tu…). Continua a leggere