Punto: almanacco della poesia italiana, 1 – 2011

 

 

GLI AUTORI A CHI LEGGE

 

Ancora una pubblicazione dedicata alla poesia: ce n’era bisogno? . . . La poesia si esercita, da anni, a sostenere una sua battaglia silenziosa, una sua severa resistenza alla baraonda dei sistri inquietanti e stordenti della società mediatica. Continua a leggere

Giulio MARCHETTI “Energia del vuoto”

Luce naturale

Conoscere l’aria, la struttura del vuoto,
la giusta adesione alle cose,
la giusta distanza: così potremo cogliere
il riflesso del male sui vetri opachi,
la lieve sublimazione degli eventi
che costringe i sorrisi
dentro volti sconosciuti,
la pazienza delle ossa cariche di fiato,
le insidie del vento, la luce naturale.
Poi c’è il rumore dei passi accidentali,
la libertà di quelli sciolti tra le mire del volo.
Proprio qui ci sarà nota la forma
dell’invisibile, camminando sulle tracce
di un’evidenza sotterranea:
dovremo soffiare lontano
la sabbia finissima dalla gola.
Dovremo estinguere quella sete di universo
con poche gocce, di insolente verità.

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“Sapienziali” di Gianmario LUCINI

Da: Giobbe

Nessun libro contiene la parola
ma la parola tutti li contiene
soltanto così avrà vita e carne;
sarà impeto il libro, impeto e vento.

Nessuna parola contiene il silenzio
ma il silenzio tutte le contiene;
l’uomo che ama il silenzio
è un raffinato oratore.

Lascia il silenzio giacere nel limo
come il chicco d’inverno,
lascia che rimbombi nell’abisso
prima d’ogni sapiente giudizio;

ma non sarà il silenzio a ridarmi
la vita che ho perduto
né il lamento a fermare la sventura,
l’innocenza a proteggermi.

Io sono Giobbe, ho lottato col Silenzio
l’ho chiamato in giudizio per fami giudicare
per questo grido dal passato come il mare
che lambisce la terra e non la può possedere.

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“Sapienziali” di Gianmario Lucini. Recensione di Marco Scalabrino

 

Salgono i barbari come un sole nero.

Tutti compresi nell’Antico Testamento, ci soccorreranno tra virgolette direttamente la Bibbia e i relativi commenti, “i libri sapienziali – detti anche poetici, per la loro forma letteraria, e didattici, perché insegnano in senso generale la sapienza – sono: Proverbi, Giobbe, Qohèlet (o Ecclesiaste), Cantico dei Cantici, Sapienza, Siracide (o Ecclesiastico), e risalgono ai secoli V-I a.C.” Ad essi, ovviamente, si rapporta Gianmario Lucini per le prime sei tracce di questo suo lavoro, sebbene in un ordine appena differente, oltre che, vedremo, a Isaia, il primo (dei Libri) dei Profeti, per le successive tre tracce.
Ma cos’è, in senso biblico, la sapienza?
E quale l’operazione che Lucini si prefigge di condurre?
Quanto al primo quesito, apprendiamo che “in generale la si può descrivere come applicazione della mente ad acquisire conoscenze e a riflettere sull’esperienza umana per ricavarne indicazioni utili a dirigere con rettitudine, correttezza e successo la propria vita.”
Quanto al secondo, interroghiamo lo stesso Autore e riportiamo brevi emblematici stralci da taluni degli interventi che di recente si sono succeduti in RETE. Continua a leggere