92. Parlarti

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Hai deciso di provarci: in fondo, che cos’hai da perdere? In Quai de Dion Bouton c’è una scaletta che porta dritta alla banchina. Il fiume scorre lento, con le rughe da vecchio saggio che la sa lunga sulle cose del mondo. Continua a leggere

45. Devo solo uscirne

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Ti sei mai sentito invisibile, come non contassi niente, nella vita? Ballano tutti in coppia, avvinghiati come vortici di vento in una sera romantica d’inverno e tu sei là, solo come un cane, in cerca dell’anima gemella, che certamente starà guancia a guancia con qualcuno, mentre tu sei al verde e non puoi nemmeno andarle a dire se gradisce un caffè. Continua a leggere

21. Comunque soffi il vento

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Perché ti piacciono i Queen? Non riesci a perdonartelo. Hai cercato di smarcarti dalle mode, di non confonderti col branco, eppure, quando senti Bohemian Rhapsody,  ti prende allo stomaco, non sapresti come dirlo; più cerchi di staccartene, più ti senti costretto a riascoltarla. Estrai una sigaretta dal pacchetto, dov’è finito l’accendino? Ecco, lo stacco: I see a little silhouette of a man. Scaramouch, scaramouch will you do the fandango. Forse è qui che non resisti. Finalmente trovi l’accidente di accendino, t’innervosisci per l’allitterazione, la cacofonia, o come cribbio si dice. Continua a leggere

73. Sette meno dieci

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Sì, perché non ci hai pensato prima? E’ l’esito logico di un seme piantato nell’adolescenza, col tuo amico Arturo, la mansarda dei sogni, c’è qualcosa di male? Dimmi: c’è qualcosa di male ad ascoltare i sogni? Continua a leggere

30. Onde

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La barca è una macchia nera in mezzo al lago, appena increspato; Yaacov, Yoh’anan e Andreas remano piano, come per cullare il sonno di Yehochoua, ancora turbato per la morte dell’amico. Il sole al tramonto disegna una scia gialla, compatta all’orizzonte, poi sempre più spezzata, come il respiro in corsa, o il pianto che interrompe un discorso; tre uomini marciano in un canyon con prudenza, per non scivolare sulle rocce, il sogno di uno scritto di Dio, le parole di Yoh’anan, tra noi e la verità c’è il deserto: la distesa di sabbia piatta, infeconda, inospitale. Continua a leggere

29. Lungo la strada

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A quest’ora è pieno di gente.
– Parte cadde lungo la strada, vennero gli uccelli e la divorarono: col nuovo messaggio non si può sbagliare.
Perché proprio lui?
E’ il più rappresentativo dei discepoli.
Ci prenderanno subito.
Abbiamo scelto l’ora di punta: ci confonderemo nella ressa.
Gli occhi di Gad s’imbattono in una vetrina di gioielli.
Finalmente regalerò l’anello alla mia donna.
Pagato a caro prezzo.
Finiscila, sempre con gli scrupoli. Non sarai mica dei loro?
La vita non è un gioco. Continua a leggere

75. La curva

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La chiesa ha un’unica navata e in fondo un’abside con un Battesimo di Gesù che incombe sull’altare. Le colonne tortili fanno giochi di luci e ombre che attirano lo sguardo irresistibilmente, come la colonnina del barbiere che gira, gira, e alla fine ti ipnotizza. Continua a leggere

Win for life

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Si chiama Win for life e tutti sanno cos’è, ma non tutti colgono il feroce paradosso. La dignità del lavoro affidata all’alea di una lotteria. La saggezza della fatica quotidiana trasformata nell’illusione di un’astuta scorciatoia. Da noi si moltiplicano i poveri, i questuanti. Vorrei essere altrove, spesso, poi mi ricordo del capitolo 25 di Matteo, quello degli affamati sfamati e degli assetati dissetati, e resto qui. Ma la mente viaggia, penso a una cooperativa che permetta di trovare un impiego a questa gente, alla gioia di una dignità ritrovata, di un fallimento esorcizzato: vinci per la vita. Ma ho paura che sia una lotteria ancora più impossibile dell’altra.