Il lungo sonno – di Eva Carriego #2

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[Seguito del post di ieri]

Passarono gli anni e lui tenne fede alla sua promessa. Ci incontravamo sporadicamente solo per lavoro, insieme ad altri, e ogni volta il cuore sembrava volermi uscire dal petto per cantargliene quattro, e non restammo mai da soli. Avevo cinquant’anni e gli uomini che volevo, per una settimana o per dei mesi. Non c’era giorno che non pensassi a lui che invecchiava felicemente accanto alla donna bionda e perfetta.
Ci speculavo pure, su queste considerazioni: pensai d’essere la dimostrazione che il solo modo di liberarsi di una tentazione è cedervi. Era pur vero, nel mio caso, che era stata la tentazione a liberarsi di me senza alcun ripensamento, ma l’assunto di base rimaneva: in qualche modo, qualcuno si era liberato di qualcun altro.
Non leggevo solo Wilde, leggevo anche Garcia-Marquez.
Come Florentino Ariza aveva aspettavo senza cedimenti che la fedelissima Fermina Daza gli si concedesse in un amore senile e totale, io avrei aspettato che il mio Alberto Ferrara cedesse alla forza del mio sentimento. Continua a leggere