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Della vita

Raccontarti a Gesù: sembra strano, finché non lo fai. Davvero potresti interessargli? Che gli importa delle tue quattro cose? Poi ricordi: è morto per me. Per Lui sono importante, se è arrivato a questo. Forse mi tocca rivedere qualcosa di ciò che ho pensato della vita.

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Le sedie sono addossate al muro in perfetto ordine.
Incolori. Solitarie. L’aria del pomeriggio sa di deserto e di provincia. Lontano si sente il rumore di un treno. Le serrande sono tutte abbassate. Seduto su una di queste sedie, c’è un ragazzo con i calzoni corti la faccia gonfia ,che fuma nervosamente. All’improvviso ride, ma è un sorriso amaro pieno di voci che gridano solo nella sua testa. Non ci si fa neanche caso in quella solitudine ma quel ragazzo ha una storia di paura alle spalle. Nera. Terribilmente nera. Continua a leggere

“La scalata”, Andrea Maurici

La scalata

di Andrea Maurici

Jacob, immobile sopra un masso che dominava la vallata, annusava l’aria come un lupo.

Quando era piccolo veniva mandato da sua mamma giù in paese, all’insaputa del padre, a comprare dolci, giochi e riviste per bambini. Conosceva a memoria quei sentieri che, passando in mezzo alla fitta boscaglia, sotto la strada sterrata, dimezzavano il cammino.
 Il sudore gli scendeva sugli occhi facendoglieli bruciare. Continua a leggere

“Fuga dal sistema” – Luciano Pagano (a David F. Wallace)

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12 settembre 2048. Questa mattina, nel suo appartamento di New York, all’età di 86 anni, si è spento lo scrittore americano David Foster Wallace. Lo scrittore soffriva da diverso tempo di un male incurabile, dovuto ai postumi di un incidente domestico. Wallace era conosciuto presso il grande pubblico per le opere pubblicate a ridosso del passaggio tra il secolo scorso e questo presente. La moglie ha continuato ad accudirlo fino dal giorno in cui, quaranta anni fa, Wallace subì l’incidente che lo immobilizzò su un letto. David Foster Wallace cadde da una scala battendo la testa. Il ritardo dei soccorsi – lo scrittore era solo, la moglie giunse sul luogo due ore dopo l’accaduto – pregiudicò la sua situazione impedendo l’irreparabile. Continua a leggere

Prima e dopo la doccia – di Francesca di Mattia Bikbova

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Ti guardo e non ti riconosco. Non mi riconosci. Le onde propagano calore nei riflessi, e mi chiedo cosa ti sia successo stanotte. Mi guardi con aria interrogativa, come se io potessi rispondere al tuo posto. Ti soffermi, e allora ti spio, ti scruto, per capire. Ma cosa dovrei fare, se tutto è così nebuloso? Vuoi chiedermi aiuto, e io non posso fare altro che stare di fronte a te, impotente. Vorrei cambiare la tua espressione. Mi piacerebbe abbracciarti ma so che non vuoi. E non puoi. In ogni caso. Continua a leggere

Benidorm – di Giulia Colavolpe Severi

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Stanotte ho sognato Benidorm. Non ci sono mai stata. Ogni tanto ne sento parlare, di questo divertimentificio, pare che sia una città in plastica. Qualche articolo sui giornali, forse un saggio di sociologia urbana. Nel sogno ero prigioniera in un hotel abbandonato, nel pieno centro cittadino. Un hotel-condominio, di sole donne. A tenerci prigioniere era un manipolo di pazze assassine. Bellissime, magre, neanche un capello fuori posto, vestiti all’ultima moda. Un manipolo di pazze assassine fashion addicted. L’hotel di Benidorm è sbaraccato da troppi anni. Restano solo i pavimenti, le scale squallide, tra un ambiente e l’altro enormi porte a vetri. La luce filtra scarsa, le finestre sono luride, forse è rimasto un divano rosso, anni ottanta, squadrato. Mi sembra di ricordarne uno così in un angolo. Divano o meno, sono seduta in terra. Vicino a me c’è un’altra disgraziata. Stiamo così, passiamo le giornate ad aspettare che vengano ad ammazzarci. Continua a leggere