La poesia della settimana. Rainer Maria Rilke

È l’ora! Mi sfiora
un tocco metallico e chiaro:
i sensi tremano. Sento di farcela –
e afferro il giorno, la sua molle creta.

Era incompiuto il mondo prima
che lo guardassi e fermo il divenire.
Ora il mio sguardo è maturo, e ogni cosa
cede al suo volere: è una sposa.

Amo persino la più piccola.
La dipingo immensa su sfondo d’oro,
la innalzo e non so a chi
schiuderà l’anima…

[Rainer Maria Rilke, da Il libro d’ore,
Das stunden buch, in Rilke, Vita, poetica, opere scelte, Il Sole 24 ORE, 2008]

“L’attenzione” di Angelo Andreotti

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«Dimentica chi sei, perché in virtù di questo iniziale oblio tu sarai mio ospite.» All’ingresso del suo nuovo libro di versi, Angelo Andreotti accoglie il lettore con queste parole di Edmond Jabès. A indicare che la poesia, l’esperienza che il lettore-ospite (e il poeta-autore) provano qui non è diretta ed emotiva: passa necessariamente attraverso un distacco da sé e dalle cose, attraversa oblio, perdita e lontananza per restituirli, il sé e le cose tutte, in una «dizione piana e meditativa» modulata da «figure d’ombra», «presenze lievi e discrete», come scrive nella bella prefazione Antonio Prete.
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Ornithology 27. Rilke

Rilke

Io vivo la mia vita in cerchi crescenti,
che sopra le cose si tendono.
L’ultimo forse non giungerò a compiere,
pure vorrò tentarlo.

Io ruoto intorno a Dio, all’antica torre,
da millenni ruoto;
e ancora ignoro: se io sia falco, tempesta,
o grande canto.
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Luigi Maria Corsanico legge Rainer Maria Rilke. 4

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Rainer Maria Rilke
Canto d’amore
dalle “Nuove Poesie”, in “Liriche scelte e tradotte da Vincenzo Errante”, Sansoni, 1941
Liebes – Lied / “Neue Gedichte”, Insel-Verlag, Leipzig, 1907

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Immagine: Scultura di Yves Pires
Scriabin 24 Preludes Op.11 – No.12 in G sharp minor

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Franco Di Giorgi, Una lettura dell’Ottava Elegia duinese

Les choses ne sont pas cachées – elles sont évidentes. Ce sont nos yeux qui sont voilés, épais, chargé de mémoires, d’a priori qui défigurent ce qui est devant notre visage. (Jean-Yves Leloup, commento al quinto lòghion del vangelo di Tommaso: Gesù diceva: Riconosci ciò che è dinanzi al tuo volto).

Una lettura dell’Ottava Elegia duinese
di Franco Di Giorgi

Sia in alcuni scritti critici ed estetici raccolti in Del poeta (Einaudi, Torino 1948) sia soprattutto nell’Ottava delle sue celebri Elegie duinesi Rainer Maria Rilke scopre nell’occhio umano quella specie di limite che un secolo prima Novalis aveva individuato all’interno dell’intelletto. Un limite visivo che, come un destino (Schicksal), non consente all’uomo di poter vedere l’esterno (draußen) e soprattutto quello che egli chiama das Offene, l’Aperto. Continua a leggere

Luigi Maria Corsanico legge Rainer Maria Rilke. 3

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Rainer Maria Rilke
Infanzia (Kindheit)
dalle “Nuove Poesie”, in “R. M. Rilke, Poesie II [1908-1926]”,
Biblioteca della Pléiade, Einaudi-Gallimard, Torino, 1994
Traduzione di Giacomo Cacciapaglia
da “Neue Gedichte”, Insel-Verlag, Leipzig, 1907

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Vincent d’Indy
dalla Sonata per violino e pianoforte Op. 59

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Luigi Maria Corsanico legge Rainer Maria Rilke. 2

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a cura di Luigi Maria Corsanico

 

Rainer Maria Rilke

Annunciazione  (Le parole dell’Angelo)

Verkündigung / Die Worte des Engels

Il libro delle immagini (Das Buch der Bilder, 1902) che apparve poi in nuova edizione ampliata nel 1906.

Traduzione di Giaime Pintor Continua a leggere

don Mario

da qui

Ma che ne sanno della nostra storia?
Tutti pronti a pretendere risposte,
Presenze di facciata, cartellini
Da timbrare, all’ora esatta. Ma noi due
Non abbiamo scadenze da onorare,
Siamo sospesi al filo dei ricordi,
Inseparabili, come tu fossi
Ancora in questo tempo, in questa stanza,
Unico al mondo, unico nel cielo
A parlarmi di Dio come Gesù.

Rainer Maria RILKE – Poesie

Un vento di primavera

Con questo vento viene destino; lascia,
lascia che venga tutto ciò che preme, cieco,
di cui noi arderemo -; tutto questo.
(E resta immobile perché ci trovi).
Porta il nostro destino questo vento.

Da chi sa dove questo vento nuovo,
sbandando sotto il peso di cose senza nome,
porta sul mare quello che noi siamo.

…Oh, se lo fossimo. Saremmo a casa.
(Vedremmo scendere e salire in noi i cieli).
Ma ogni volta con questo vento passa
il destino oltre di noi immenso.

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Rainer Maria RILKE – Requiem per un’amica

rainer maria rilketomba di rilke

                                                 “Rose, oh reiner Widerspruch, Lust,
                                                  Niemandes Schlaf zu sein
                                                  unter soviel Lidern”.

Rainer Maria Rilke, Requiem für eine Freundin, traduzione di Dario Borso.

              Requiem per un’amica
              (Parigi, 31/10 – 3/11 1908)

Ho morti, e li ho lasciati andare
e stupivo a vederli così in pace,
così presto accasati nella morte, così giusti,
così diversi dalla loro fama. Solo tu torni
indietro; mi sfiori, ti aggiri, vuoi
cozzare in qualcosa che risuoni di te Continua a leggere

Alfabeti, E come Estate

Luce tu

Luce verticale,
luce tu;
alta luce tu,
luce oro;
luce vibrante,
luce tu.

E io la nera, cieca, sorda, muta ombra orizzontale.
(Juan Ramon Jiménez) Continua a leggere