SUL TAMBURO n.68: Raul Montanari, “Sempre più vicino”

Raul Montanari, Sempre più vicino, Milano, Baldini & Castoldi, 2016

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di Giuseppe Panella
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L’ultimo romanzo di Raul Montanari rientra a pieno titolo in quella categoria letteraria (quasi un nuovo genere o sottogenere volutamente non codificato come tale) che è stato battezzato post-noir dalla critica e che si rifà ad autori che sfuggono alle regole del noir classico e tradizionale per approdare a un progetto di scrittura libero dai condizionamenti che il genere inevitabilmente comporta. Vi apparterrebbero autori come la Patricia Highsmith di Sconosciuti in treno o il Friedrich Dürrenmatt del ciclo del commissario Hans Barlach o del “requiem per il romanzo poliziesco” intitolato La promessa. Che cos’è il post-noir? E’ un romanzo che non presenta personaggi particolari, dotati di abilità investigative perspicue se non eccezionali (come nei romanzi di Chandler o di Hammett) oppure interessanti per le loro caratteristiche fisiche e morali ma persone comuni che si trovano in circostanze avventurose o straordinarie spesso senza volerlo o per loro errore e spesso improntitudine. Si tratta di persone “normali” in situazioni non comuni costrette ad affrontarle con i (pochi) mezzi a loro disposizione. Il risultato è una sequenza di eventi misteriosi che trovano uno scioglimento, spesso tragico (ma non sempre), alla fine di un percorso di ricerca scandito da colpi di scena, di trovate bizzarre, di soluzioni inedite.

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Sempre più vicino, di Raul Montanari

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di Guido Michelone

Arrivato al quattordicesimo romanzo – senza contare racconti, saggi, poesie, drammi sparsi in numerosi altri libri – lo scrittore bergamasco, ma milanese d’adozione, si conferma il talentuoso affabulatore di sempre, in grado di attrarre il lettore dalla prima all’ultima pagina, grazie a meccanismi narratologici via via collaudati quasi alla perfezione. Continua a leggere

Il tempo dell’innocenza, di Raul Montanari

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Un nuovo romanzo fra tragedia, noir contemporaneo, scuola lombarda

di Guido Michelone

Il tempo dell’innocenza del titolo si scopre solo alla fine del libro, in un paio di paginette riflessive che sono tra le più ispirate di un romanzo – il dodicesimo nella lista dell’autore bergamasco-milanese – foriero di svariati citazionismi. Qui Montanari sembra un po’ fare il verso a se stesso, riassumere nelle forme e nei contenuti, nelle trame e nei discorsi, ogni precedente sua opera narrativa, quasi a ripetere uno schema collaudato di romanzo in romanzo. Continua a leggere

“Il Cristo zen” – Intervista a Raul Montanari

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

Il Cristo zen è un saggio di Raul Montanari edito da Indiana, di grande profondità e originalità. Segue qui la mia recensione, precedentemente uscita su La Poesia e lo Spirito, unita poi, per Postpopuli.it, a un’intervista all’autore, che ringrazio per la disponibilità.

Certi libri sono perle di saggezza, e ti fanno chiedere se l’autore, che si professa ateo, non abbia invece scoperto l’essenza stessa della fede. Penso a Il Cristo zen, di Raul Montanari (Indiana Editore, 2011), opera che accosta temi e passi della tradizione cristiana e di quella del buddhismo zen, dopo un’illuminante introduzione sulle varie scuole della spiritualità orientale. Continua a leggere

Raul Montanari: “Il Cristo Zen”

Recensione di Davide Sapienza

Raul Montanari
Il Cristo Zen
(Indiana Editore, pagg. 136, € 12,00)

Adesso che lo ha scritto e pubblicato si potrebbe dire che da Raul Montanari un libro del genere potevamo aspettarcelo. Ma prima di adesso? Prima lo avrebbero forse detto coloro che seguono i suoi incontri; chi ascolta le sue interviste; chi frequenta i suoi corsi di scrittura creativa; chi ha letto le sue traduzioni; e chi lo ha visto in azione come padrone di casa al festival Presente Prossimo da lui diretto (in avvio la quarta edizione, ho avuto l’onore di partecipare a quella del 2009 e ho vissuto momenti davvero importanti e stimolanti con lui). Ma basta parlare con lui quando racconta la letteratura con amore, mentre la forza interiore e la passione emergono senza che la lucidità ne sia compromessa: direi un amore per La Parola che si può ascrivere al campo della “fede”. Continua a leggere

L’esordiente di Raul Montanari

di Guido Michelone

C’è molta carne al fuoco in questo nuovo romanzo del cinquantunenne autore milanese-bergamasco, il quale si diverte, stavolta, a giostrarsi tra fiction e realtà (iperrealisticamente tra fiction pura e realtà vera) e sopratutto a giocare con la letteratura medesima. Montanari nel suo undicesimo romanzo, imbastisce anzitutto una trama dove l’autobiografia pubblica/privata e l’aspetto strettamente metalinguistico vantano un ruolo primario, fondendosi fra loro, integrandosi a vicenda. Raul presenta le ‘peripezie’ dello scrittore cinquantenne Livio Aragona, frustrato per essere ritenuto solo un brillante giallista (o noirista) da pubblico e critica, dunque alla ricerca del colpaccio per elevarsi di grado, che, nell’ambiente significa vincere un premio letterario, anzi il Premio per eccellenza, ma innominabile per scaramanzia. A mettere il bastone fra le ruote a Livio intervengono le donne, due, in questo caso, belle, mature, problematiche ma disponibili e soprattutto innamorate di lui; entrambe però sono freno e ostacolo alle mire ambiziosissime del personaggio (e dell’artista): da un lato Veronica, allieva del corso di scrittura creativa, diviene ben presto non solo la nuova amata/amante, ma la più acerrima rivale per la conquista del suddetto Premio; dall’altro l’ex moglie Silvia con il rude boy friend Emiliano, a causa di quest’ultimo (criminale e pazzoide), metterà in serio pericolo l’esistenza del romanziere, a cui vuole ancora un gran bene (e forse qualcosa in più). Attorno a questa partita a quattro, Montanari svolge benissimo i differenti piani letterari, grazie a un fine tratteggio psicologico di caratteri e di azioni e grazie a un intreccio di proposito scontato alle prime apparenze, quindi via via sviluppato e avviluppato fino al botto compulsivo di un avvincente imprevedibilità (che è poi il registro giallo-noir, ma virgolettato e citazionista, dell’intera opera montanariana). Continua a leggere

Giuseppe Genna: un’installazione fascista.

[Riprendo da Facebook – il noto social network – di qualche giorno fa.  – Franz Krauspenhaar.]

Giuseppe Genna Ho bannato Franz Krauspenhaar per le sue opinioni da autentico fascista, quale so che è. Da ora in poi banno tutti i fascioqualunquisti. Sarò lieto d’altro canto di essere cancellato al più presto dall’elenco dei vostri contatti Facebook, se pensate che tanto sono tutti uguali, che la vedova di Almirante fa bene a dirle certe cose, etc.

Ieri alle ore 0.37

Mi piace: Enrico Miceli, San Glinglin, Antonio Lorenzo Falbo e altri 68 piace questo elemento.

Federico Miozzi Standing ovation.

Giuseppe Genna Non mi frega un cavolo di quello che può fare dire scrivere Franz Krauspenhaar.

Toti Balia Ci hai messo anche troppo…

Giuseppe Genna Non sono solito bannare, se non ci sono motivi gravi o moleste rotture di palle. Franz lo conosco, non dico sia un amico, ma lo conosco. Non si è mai dimostrato maleducato pubblicamente qui o con me in privato. E’ la prima volta che enuncia… le sue cazzate fascioqualunquiste e destrorse, che in questi anni ho letto vergate da lui in Rete. Prima non c’era motivo. Ora sì. Chiarito questo, il problema non è Franz, bensì quello che altrove ho definito “OGM nazionale che sceglie Berlusconi”. Sottolineo che da stasera siamo in guerra con la Libia, ripudiandola (la guerra, non la Libia, ché tutto abbiamo fatto finora tranne che ripudiare la Libia) per Costituzione. E che oggi è apparsa a Roma la scritta di ingresso ad Auschwitz. L’italiano medio non pare reagire? Io reagisco, non essendo reazionario. Continua a leggere

“L’imperfezione” – Un romanzo giovanile di Raul Montanari

Suppongo che il titolo di questo post farà incazzare come una bestia Raul Montanari.
Anzi, no, meglio scrivere farebbe incazzare come una bestia, Raul Montanari. Scrivo farebbe perchè figurati se Raul Montanari si mette a leggere questo post. E comunque ora ho poco tempo per ragionare sui modi verbali, veramente ho sempre meno tempo per fare qualunque cosa: dico, possibile che più si invecchia e meno si ha tempo per tutto? Così scrivo questo post di getto, dopo aver letto di getto questo romanzo giovanile di Raul Montanari preso di corsa ieri sera nella piccola ma agguerrita biblioteca del mio paese (agguerrita perchè la capo bibliotecaria è una mia vecchia amica appassionata di questi scrittori di gialli non gialli alla Raul Montanari e ha piazzato vicino all’ingresso uno scaffale di legno bianco intitolato “Primizie” dove lascia le preziosità che scova chissàdove, tipo questo semisconosciuto romanzo giovanile di Raul Montanari che dovrebbe essere la sua opera prima).
Ammetto che non è corretto parlare di romanzo giovanile a proposito di un autore che è tutt’altro che vecchio Continua a leggere

Raul Montanari, La prima notte

Raul Montanari, La prima nottepp.280, Baldini Castoldi Dalai, euro 16,80

di Ade Zeno

Sheherazad fascinosa e bambina destinata a lasciare il segno e a imprimersi nella nostra memoria con la forza di una piccola travolgente icona, la giovane donna che ci racconta la sua adorabile e oscura storia ha un nome dolce, armonioso, sensuale come la voce che immaginiamo di sentire durante tutto il lungo, abissale percorso narrativo disegnato con la solita perfetta sapienza dalla mano sicura che ha ormai reso celebre la scrittura di Raul Montanari. Continua a leggere

Raul Montanari – La prima notte

di Guido Michelone

Durante una lunga interminabile nottata, una giovane bellissima donna, Irene, racconta al suo nuovo amante (la cui identità resta sconosciuta fin quasi all’epilogo) la propria sfortunata esistenza, concentrandosi, dopo l’orrendo delitto in cui le viene casualmente sterminata la famiglia, sugli ultimi anni e sui due grandi amori della sua vita, a cui si aggiunge nel finale un misterioso ricattatore. Remo, Gavril e Flavio sono gli uomini attorno a cui ruotano le oscure vicende di Irene e del romanzo costruito unicamente come un dialogo, un botta e risposta tra le domande di lui e le risposte dettagliatissime di Irene. I dialoghi sono incessanti, appena rallentati dai complimenti reciproci poi tradotti in appassionati giochi erotici. Continua a leggere