Dreadlock. Segni particolari: universitario fuori sede a Bologna. Supereroe

di: Guido Tedoldi

Recensione a «Dreadlock», romanzo di Jacopo Nacci, 2011, Editrice Zona, pp. 70, scaricabile gratuitamente in forma digitale dal sito web dell’autore http://www.Yattaran.com

Di questo romanzo scrivo oggi, fine 2013, anche se è stato fissato dall’autore e dall’editore nel 2011. Ma il fatto che sia anche un file scaricabile non lo fa invecchiare. Si può recuperare in ogni momento, senza richiederlo a qualche libraio che lo deve richiedere alla casa editrice che deve vedere se ce l’ha in magazzino oppure decidere che le valga la pena ristamparlo… Bisognerà abituarsi a situazioni di questo genere. Recensioni di libri usciti più di 2 giorni fa, e però ancora perfettamente rintracciabili. È l’editoria ai tempi di internet («bellezza. E tu non puoi farci niente», direbbe Humphrey Bogart).

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Le adorate assenze di Naspini e di altre presenze inquietanti

Il fatto bello delle recensioni on line è di non avere limiti di battute, e la recensione di un romanzo dà la possibilità di parlare della scrittura di un autore e del suo libro.

L’autore

sacha naspini

Toscano, del ’76. Ha pubblicato, tra gli altri, I sassi (Il Foglio 2007), I Cariolanti (Elliot 2009). Il suo sito è http://www.sachanaspini.eu

BANDELLA del romanzo: Due ragazzini scoprono una tomba etrusca e decidono di scavarla di nascosto da tutti dopo la scuola. Vent’anni dopo una bambina viene rapita in America e rinchiusa nella stanza di una pensione, insieme a un gattino di nome Spunky. Cosa unisce i due eventi? Le nostre assenze è il racconto di questi due decenni e degli avvenimenti che hanno coinvolto tre generazioni di una famiglia toscana, di un uomo in fuga dai campi di concentramento, di una donna che ritrova il suo primo amore dopo una vita intera. Continua a leggere

“Il Cristo zen” – Intervista a Raul Montanari

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

Il Cristo zen è un saggio di Raul Montanari edito da Indiana, di grande profondità e originalità. Segue qui la mia recensione, precedentemente uscita su La Poesia e lo Spirito, unita poi, per Postpopuli.it, a un’intervista all’autore, che ringrazio per la disponibilità.

Certi libri sono perle di saggezza, e ti fanno chiedere se l’autore, che si professa ateo, non abbia invece scoperto l’essenza stessa della fede. Penso a Il Cristo zen, di Raul Montanari (Indiana Editore, 2011), opera che accosta temi e passi della tradizione cristiana e di quella del buddhismo zen, dopo un’illuminante introduzione sulle varie scuole della spiritualità orientale. Continua a leggere

“Effekappa”, di Franz Krauspenhaar

Recensione di Giovanni Agnoloni

Definire Franz Krauspenhaar un poeta è riduttivo, e non solo perché è anche un romanziere.
Ce lo dimostra la sua nuova pubblicazione, la raccolta poetica edita da Zona, che ha per titolo le sue iniziali, Effekappa. Quasi un imperativo consonantizzato, che si fa personaggio e declina se stesso e il proprio grumo gutturale in una varietà di sfumature che sono lirica, flusso di coscienza e dialogo intimo. Continua a leggere

“Tolkien e Bach” di Giovanni Agnoloni

Recensione di Alberto Pezzini

In Italia i libri originali passano inosservati. E’ il caso di Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori (Galaad Edizioni, pagg. 175, euro 13,00), scritto da chi Tolkien lo studia da una vita, Giovanni Agnoloni, che – per vivere – traduce, scrive ed ha elaborato una specie di ponte spirituale tra il creatore de Il Signore degli Anelli e l’inventore della floriterapia, una medicina alternativa capace di curare il malato mediante i fiori e le loro virtù terapeutiche. Edward Bach iniziò la pratica ospedaliera subito dopo la laurea. Siamo nel periodo della Prima Guerra Mondiale. Bach si trova in Inghilterra, a breve distanza da Oxford. Non andrà mai in trincea a causa delle proprie condizioni di salute. Ebbe però la responsabilità di un gran numero di pazienti all’ospedale dello University College of London. Nel 1917 gli diagnosticarono un cancro alla milza e tre mesi di vita. Bach, che sembrava un valetudinario ma possedeva un’anima di ferro, non si dette per vinto e mise a frutto i suoi preziosi studi di immunologia sui vaccini. Guarì. Fu un miracolo ma anche una dimostrazione di quanto possa fare la volontà, unita alla convinzione che il malato vada curato olisticamente, ossia coinvolgendo tutta la persona. Scriverà nel 1931 Heal Thyself (Guarisci te stesso), dove sosterrà che l’origine di tutte le malattie “non è, in definitiva, materiale, e consiste nella negazione o nel rifiuto della mente di accettare ciò che l’anima suggerisce”. Continua a leggere

“Amsterdam è una farfalla”, di Marino Magliani

Recensione di Angelo Ricci (da qui)

Se pensate ad Amsterdam è una farfalla come a una tranquilla guida della città olandese compilata per l’occasione, e a uso e consumo degli amanti della bicicletta, da uno scrittore italiano che in Olanda ci vive, ebbene vi state sbagliando.
Marino Magliani, con la sua scrittura dalle pieghe inquiete e dall’incedere ritmico, amalgama i piani di lettura, i personaggi, gli avvenimenti. Continua a leggere

Biografia della notte

di Marino Magliani

Un titolo del genere mi è venuto in mente leggendo Nel cuore della notte (Del Vecchio Editore, 2011, euro 14). Un’antologia curata da Katherine Schimdt, che ha chiesto a nove scrittori italiani di raccontare la notte e a ognuno di essi ha concesso un’ora di tempo. Gli autori sono: Andrea Ballarini, Caterina Bonvicini, Bruno Morchio, Gianluca Morozzi, Sandra Petrignani, Lidia Ravera, Gianmaria Testa, Grazia Verasani e Nicola Verde, al quale è toccato di raccontarci di quando la notte è giovane. Continua a leggere

Diletta Nespeca recensisce “Tolkien e Bach” di Giovanni Agnoloni

Ecco la video-recensione di Diletta Nespeca del saggio Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori (Galaad Edizioni) di Giovanni Agnoloni.

“Terre di andata”, di Carmine Abate

Un libro di poesie, anzi di poesie e “proesie”, Terre di andata (Il Maestrale, 2011, euro 14). Ho incontrato per la prima volta Carmine Abate al Salone di Torino; stavamo entrambi guardando i libri di uno stand. In precedenza ci eravamo solo sentiti per telefono. Una lunga chiacchierata e alla fine la passeggiata tra i libri è terminata allo stand di Radio Svizzera, dove una giornalista attendeva Carmine per un’intervista. Conoscevo di Carmine La moto di Scanderberg, tradotto tra l’altro in olandese e uscito per Serenalibri. Ma le sue poesie non le conoscevo. Il titolo è strepitoso, almeno per uno come me che vive ossessionato dal ritorno. La copertina ha assieme qualcosa di discendente e ascendente, tre soffioni, tre barbe di becco dovrebbero chiamarsi, che si spogliano al vento e le cui parti volano via, ma così come si vedono nell’aria sembrano paracaduti, alcuni vicini, altri in lontananza, ma tutti che si abbassano verso il suolo. Continua a leggere

“I diari di Rubha Hunish”, di Davide Sapienza – Recensione e presentazioni

Testo introduttivo e recensione di Giovanni Agnoloni

Davide Sapienza è riuscito con un libro che entra nelle ossa e nel respiro. Lo sta presentando ancora in queste settimane. Prima di passare alla recensione, due dei prossimi appuntamenti in cui ne parlerà:

sabato 18 giugno alle 11.30 al Circolo Arcibellezza, in occasione del dibattito Terra incognita: Incontro su viaggio e letteratura, con Gianni Biondillo, Francesca Matteoni e Filippo Tuena, nell’ambito della seconda Festa di Nazione Indiana;

venerdì 22 luglio alle 21.00, a Bormio, nell’ambito del Festival della Cultura di Montagna intitolato La Magnifica Terra e organizzato da Alpinia.net e dai Comuni di Bormio e Valdisotto (SO), in Alta Valtellina, con Filippo Zolezzi come moderatore. Per maggiori informazioni su questi e altri incontri, v. il sito di Davide Sapienza.

Davide Sapienza, I Diari di Rubha Hunish

Galaad Edizioni, 2011

Una raccolta di racconti? No. Un romanzo? Neanche. Un mémoir di viaggio? Forse.
Ingabbiare I Diari di Rubha Hunish di Davide Sapienza (riedito da Galaad in una versione integrata con nuovi, bellissimi scritti) in una definizione di genere è impossibile. La sua parola d’ordine è “flusso”. Di coscienza e di luoghi. E soprattutto di risonanza tra l’intimo dell’animo del narratore e il mondo. Continua a leggere

“Uomini e cani”, di Omar Di Monopoli

Recensione e intervista di Marino Magliani

E’ stata la parola “western” che avevo letto in qualche intervista rilasciata da Omar Di Monopoli, o in qualche recensione ai suoi libri, a incuriosirmi. Volevo vedere se la narrativa di Di Monopoli per un qualcosa poteva regalarmi le emozioni che mi hanno dato certi western della Garfagnana di Vincenzo Pardini. Lo so, non è un buon approccio per conoscere un autore, quello di leggerlo per vedere se si può paragonare a un altro. Ma così è stato. Leggendo ho scoperto altre affinità. Pardini, oltre a essere narratore di storie selvagge e di tragedie, racconta di bestie, di lupi e rapaci, di prede e predatori e di notti epiche e crudeli; e anche Uomini e cani (Isbn edizioni, euro 13), di OmarDi Monopoli racconta esattamente di tragedie e di bestie.

Alla fine ho scritto all’autore e gli ho fatto qualche domanda e Omar, con la gentilezza che contraddistingue anche Vincenzo, mi ha risposto. Continua a leggere

“Sushi sotto la mole”, di Fabio Beccacini

Recensione di Giovanni Agnoloni

Fabio Beccaccini, Sushi sotto la mole – Giorgio Paludi indaga, Fratelli Frilli Editori, 2010, € 11,80

Nei gialli amo molto una cosa. Quando la storia è una specie di collage di diversi percorsi narrativi indipendenti, che si intrecciano e arrivano a formare un quadro coerente.
Forse è questa la qualità principale di Sushi sotto la mole, di Fabio Beccaccini. Secondo noir della serie che ha per protagonista il commissario Giorgio Paludi, dopo 44 anni il giorno dei Santi (sempre edito dai Fratelli Frilli, nel 2008), è ambientato a Torino, città che viene resa molto bene nella sua algida (perché invernale) realtà, che imbalsama respiro e sentimenti. E ci sono due ingredienti che funzionano in modo efficace: il suddetto collage, appunto, e un sorprendente gioco di flash-back e flash-forward. Sul secondo aspetto dirò meno, e comunque lo dirò dopo (sennò svelo troppo della storia). Continua a leggere