Renata Morresi, Bagnanti

Renata Morresi, Bagnanti
di Nadia Agustoni

L’isola di Lampedusa con le spiagge dove sbarcano i migranti apre la nuova raccolta di poesie di Renata Morresi, Bagnanti.

Il suo narrare, anche in questo secondo libro, ha immagini nitide, in alcuni casi da sequenza cinematografica, come nella vista dall’alto dei piloti d’elicottero che cercano superstiti in mare. Continua a leggere

Vivalascuola. Ssis, Pas, Tfa: a che pro?

Le promesse della ministra Carrozza di “riportare gradualmente l’investimento almeno al livello medio dei Paesi OCSE (6% del PIL)” sono un lontano ricordo. Il decreto “L’istruzione riparte” assegna alla scuola 400 milioni in 3 anni, mentre le sono stati tolti 8 miliardi nel triennio Gelmini. Non sono state riparate le incostituzionalità dei tagli operati dall’ex ministro Gelmini e del dimensionamento scolastico. Il nuovo anno scolastico comincia con la sensazione che in Italia nulla possa cambiare. A tutti buon anno scolastico 2013-2014! Nonostante tutto.

La ministra inaugura l’anno scolastico esortando: “Ragazzi, siate ribelli e non accettate le cose come sono“. Proveranno a farsi sentire il 26 settembre i laureati che hanno frequentato i TFA, il perché ce lo dicono Renata Morresi e Eleonora Tamburrini. L’11 ottobre manifestano gli studenti medi, il 12 ottobre coloro che hanno a cuore la Costituzione. Perché “Non c’è più tempo“.

Di cosa parliamo quando parliamo di Tfa
di Eleonora Tamburrini

è una questione di qualità
o una formalità
non ricordo più bene, una formalità

Non ultima tra le cose di minor conto viene la reazione della gente. Spiegare ai non addetti ai lavori cosa sia stato il Tfa e cosa significhi adesso non è semplice. Continua a leggere

Vivalascuola. Come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?

«“Come si fa a scrivere una poesia dopo Auschwitz?” chiese Adorno […] “e come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?” obiettò una volta Mark Strand. Comunque sia, la generazione a cui appartengo ha dimostrato di riuscire a scrivere quella poesia» (Iosif Brodskij, Discorso per il Nobel, 1987)

Verba manent
meditazione sulle parole dei testimoni in Shoah di Claude Lanzmann, 1985
di Maria Grazia Calandrone

Non era il mondo. Non era l’umanità. Non sembravano esseri umani. Invece, siamo capaci anche di questo. È una scelta.

Quando abbiamo aperto le fosse piangevamo tutti per quella legna marcia fatta di uomini – figuren. Avevamo davanti uno strato secco, una pianura di corpi che si sbriciolavano. Continua a leggere

Vivalascuola. Detachment – Il distacco: note su un film e su una malattia

detachment volto vuoto

Negli ultimi 20 anni si è passati dalle permissive baby-pensioni al sistema previdenziale odierno, senza la benché minima valutazione della salute della più numerosa categoria professionale… Solo nel giro dell’ultimo anno si sono avuti: la cancellazione della dispensa dal servizio per i docenti inidonei all’insegnamento; l’abolizione del ricorso alla causa di servizio nel pubblico impiego; il demansionamento nel ruolo ATA sempre per gli insegnanti inidonei… Una sorta di accanimento – ai limiti dell’incostituzionalità – sui “deboli“, resi tali da malattie sviluppate durante il lavoro, dopo aver tolto loro anche la possibilità di richiedere un indennizzo a titolo di risarcimento. Una netta inversione di marcia deve essere attuata dalla politica governativa nei confronti della scuola e dei suoi protagonisti: gli insegnanti. (Vittorio Lodolo D’Oria)

Detachment – Il distacco: note su un film e su una malattia
di Renata Morresi

A metà del film c’è l’episodio del gatto. Il ragazzo con l’apparecchio – un ragazzo dolce, coi capelli mossi che gli cadono sulle spalle – lo prende in braccio con cura. È a scuola, all’aperto, davanti la palestra. Continua a leggere

Poesia di strada XIV

 

I have a dream

You have a dream?

He, she, it has a dream

We have some dreams

You have a lot of dreams

They have parecchi dreams

 

Io ho un sogno 

così almeno mi pare quando dormo

è che quando mi sveglio

me lo scordo.

 

***

 

Ma il sogno non è ordigno

 e non sa ticchettare.

Sogno (e son desto) il sogno

 che ci viene a svegliare.

 

(Luigi Socci, “I have a dream”)

 

Premio “Poesia di strada” – XIV edizione

 

REGOLAMENTO 

Art.1. Possono partecipare al Concorso autori italiani o stranieri ovunque residenti.

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Un premio letterario

La Torre dell’orologio 

Città di Porto Sant’Elpidio – VII° Edizione – Anno 2011

Concorso per poesie inedite e per poesia in traduzione edita

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Nella poesia di “Calpestare l’oblio” e de “L’impoetico mafioso”. L’egemonia del “Noi-rebeldìa”. Saggio di Antonino Contiliano

Un poeta deve essere più utile di
qualsiasi altro cittadino della sua tribù.
Lautréamont

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di Antonino Contiliano

Se è possibile, come crediamo, parlare di una assemblea dei poeti “civili” fuori mercato, raccolti in volumi antologici e collettanei anti-antologici, è anche possibile che gli stessi scendano dall’olimpo della carta dell’economia dell’io privato e dalla neutralità sociale per immettersi nell’agorà diretta degli incontri reali conflittuali e della praxis, sottoponendo la produttività economica e quella simbolica della stessa letterarietà (con la sua esteticità) ad un acre smontaggio polemico.

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Vivalascuola. La scuola, le maestre, l’8 marzo

La scuola elementare e le maestre – i cui visi ricorrono in tanti testi a loro dedicati, poesie, documenti, fotografie, riproduzioni di manoscritti dalle sapienti e ordinate calligrafie – sono state lo strumento più prezioso per incanalare il cambiamento in binari di civiltà e di crescita etica e civile. Restituire alla memoria le storie private delle donne, delle maestre che hanno accompagnato il mutamento del nostro Paese significa intrecciare con gratitudine la piccola con la grande storia. (Marina Boscaino)

Non posso dimenticare il giorno
di Maria Grazia Calandrone

Convinta come sono che la scuola formi un’area decisiva della personalità dei futuri cittadini, ho accettato contenta di sciorinare una mezza paginetta di ricordi miei propri di allieva e di estemporanea portatrice di versi tra i banchi. Gli occupanti dei banchi, quando non volontari, sono annoiati preadolescenti che si presentano all’appuntamento con il pregiudizio che i poeti siano dei gobbi e lagrimosi individui macerati da lutto e da dolore. Continua a leggere

Nel traffico. Di Renata Morresi


( Giostra)

Nel traffico

What do we know? We’re just drivers

Che ne sappiamo? Guidiamo solo, noi

L’autista

Anche noi abbiamo visto il quartiere
a modo nostro riunito
le auto per colore e una maglietta
con le righe, con uno sforzo enorme
per comprendere gli avverbi
richiesto ai presenti d’essere tutti
attenti abbastanza a non mischiare
le immondizie, osservato la distesa
di pavimenti e porte
la spaventosa fiducia riposta
nel film preferito, nel giudizio
razionale, nella reazione a pelle,
la nostra intelligenza ornamentale. Continua a leggere

Cuore comune. Renata Morresi

di Nadia Agustoni

“Cuore comune” peQuod 2010, è il titolo della prima raccolta poetica di Renata Morresi, libro in sei sezioni, che sono una summa del suo lavoro con le parole. Diverso e ampio il respiro di questi testi a segnare una ricerca che mai abbandona una propria coerenza e ha in sé potenzialità tutte da esplorare. Nella nota di copertina Massimo Gezzi sottolinea: “un dettato teso, percussivo, trapunto di versi anche brevi interessati da un disinvolto plurilinguismo, dove spesso uno scarto minimo del significante spalanca voragini di significato”.(1)
Il segno di molta poesia è la pazienza con cui si lavora con le parole, il duro rendere conto del poeta di una realtà che sembra scavalcarlo lasciandolo in una sospensione dove difficile è trovare al loro posto tempo e spazio: “ infine fuori/ comincia chiunque/ tutto era spazio dopo e quando […]”; e subito, entrando nel vivo, toccando il segreto delle immagini “sola tra-/ sparire, vibrare/ di più- / ma appesa alla finestra/ (credo che sappiate come resta appesa al vetro)/.” Continua a leggere

Poetesse : Renata Morresi

Da Lettere a e

Cose non capite:

quelle ferite facilissime

al cuore marzapane

le preghiere inaudite al dio animale

muso lungo di matita

le urla rimaste nello spazio

gommato

la cicatrice

preventiva.

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Vivalascuola. Ricerca e precarietà

“Per uscire dalla crisi in condizioni migliori è fondamentale investire in innovazione e ricerca… è una necessità che non dovrebbe avere molto bisogno di essere sottolineata, tanto è evidente il fatto che qui ci giochiamo il nostro futuro… il riconoscimento non lo negherà nessuno sul piano delle enunciazioni… Ma poi, fra le parole e i fatti, c’è una differenza notevole: quindi, bisogna insistere” (Giorgio Napolitano, 23 novembre 2009). Anche per questo l’11 dicembre scioperano la scuola e i lavoratori della conoscenza.

Stretto ai giovani
di Renata Morresi

Il progetto di riforma dell’Università che sta per arrivare in Parlamento dà molto da pensare.

In rete e sui media cartacei circola molta informazione, tra documenti, proposte, approfondimenti, critiche e pseudo-notizie. Non è facile districarsi. Continua a leggere

Lara Lucaccioni, E i seni azzurri

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Si stringe la schiera delle domande
che non ti faccio che muoiono dentro
non sapere è la risposta più adatta
per sopravviverci e trasfigurare

Solo la meraviglia ci consola
della sospensione cieca di noi
lo stare di un respiro solo nostro
la mano che mi sfiora e si ritrae

me ne resto discreta a sorvegliarti
gli occhi a proteggerti senza pregare
tra la terra che pesa e ci sprofonda

noi galleggiamo lo stesso nell’aria
vinciamo i sorteggi col tempo ingordo
superstiti che contano le ore.

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Che figura! L’accumulazione

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Perchè parlare di figure retoriche? e perchè proprio dell’accumulazione?
Provo a rispondere partendo au contraire, dall’opposto dell’accumulazione: la sottrazione.
“Un buon scrittore non deve mai spiegare..” diceva Ennio Flaiano.
E’ opinione diffusa e condivisa che il lavoro dello scrittore debba essere di sottrazione. Il non detto ha fascino, ed è efficace, a condizione che quello che si omette sia conosciuto e dominato dall’autore. Altrimenti ciò che è fuori dal testo resta anche fuori dalla comprensione del lettore.
Fior di scrittori hanno raggiunto grandiosi risultati utilizzando le figure retoriche che rientrano nel gruppo della sottrazione. Tanto per gradire, un piccolo esempio, tratto dal romanzo d’esordio di Davide Longo, Un mattino a Irgalem: Continua a leggere

Un poliziotto, uno del quartiere

 

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Stupro

 

C’è un poliziotto che è padre e predatore,
uno del quartiere, cresciuto tra fratelli
e con certi ideali.
Lo riconosci appena col distintivo argento e gli stivali,
in giro sul cavallo, una mano tocca la pistola.

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Mariella Bettarini: a parole – in immagini

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Di Padreterni ce n’è uno solo

 

Di Padreterni ce n’è uno

solo e io non sono neppure

il suo angelo custode

che scenda per tirarti fuori

dalla buca nella quale sei caduto,

ma solo uno semplicemente,

il cui potere più grande è quello

di non averne e la cui più autentica

allegria quella

di stare a guardare il mondo

e dirne qualcosa tra noi Continua a leggere

10 poesie per 9 nodi – di Aldo Riboni

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Aldo e io non ci conosciamo. Siamo stati nella stessa stanza, nelle stesse stanze, *insieme* un giorno a Firenze, a dicembre. Quanto era umida l’aria quel giorno, sembrava di respirare l’Arno. Ho camminato fino a Porta Romana e lì ho comprato dei tulipani. Incartati nel foglio di giornale se ne stavano un po’ miseri, ma poi la mia amica li ha sistemati in un vasetto che aveva proprio quel rosa e quel bianco e tutto è sembrato perfetto. Continua a leggere