Io sono tu.

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Uno si recò alla porta dell’amata e bussò.
Una voce rispose: “Chi è là !”    Egli rispose: “Sono io”.    La voce rispose: “Non c’è posto per Me e per Te.”    La porta restò chiusa.
Dopo un anno di solitudine e privazioni egli ritornò e bussò. Una voce da dentro chiese: “Chi è là !”          L’uomo disse: “Sei tu.”
La porta si aprì per lui.

***
Siamo tutti in cerca di chi – come racconta Rumi – ci dica “eccomi, io sono te.”       Il mondo popolato solo di io (di voci che ripetono stancamente sono io) è come atomizzato in una infinità di porte chiuse.  Gli io si scontrano come elettroni impazziti, e rimbalzano senza scambiarsi cariche di nessun tipo ( e quanto sentiamo vera fino allo sfinimento questo non c’è posto per me e per te).  E’ probabile che si debba reimparare un alfabeto del riconoscimento reciproco.  Provo a dirlo in due modi.