Tra disuguaglianza e inutilità della resistenza

Il prezzo della disuguaglianza. Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futurodi Massimo Maugeri

Se qualcuno mi chiedesse, come consiglio di lettura, di indicargli due libri capaci di sintetizzare le problematiche della società legate agli intrecci cancerosi tra finanza, sistema bancario, politica ed economia, ne consiglierei due: un saggio e un romanzo.
Il primo è di Joseph E. Stiglitz: Premio Nobel per l’Economia 2001. Si intitola “Il prezzo della disuguaglianza” (Einaudi, € 23, p. 476). Il sottotitolo recita: “Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuro”.
Stiglitz affonda lo sguardo sul livello di disuguaglianza raggiunto dal reddito americano in questi ultimi anni (picchi mai visti da prima della Grande depressione). Basti pensare che negli anni del boom, precedenti alla crisi finanziaria del 2008, l’1% dei cittadini si è impossessato di più del 65% dei guadagni del reddito nazionale totale. Paradossalmente, mentre il Pil cresceva, la maggior parte dei cittadini vedeva erodere il proprio tenore di vita. Ma anche nel pieno della recessione, l’1% guadagnava il 93% del reddito aggiuntivo creato nella cosiddetta «ripresa», senza rendersi conto che «il loro destino è collegato a quello dell’altro 99%».
L’analisi di Stiglitz si può estendere a molti Paesi occidentali, compreso il nostro, per i quali vale la seguente constatazione (tratta dalla prefazione del libro): «la disuguaglianza è causa, nonché conseguenza, del fallimento del sistema politico e contribuisce all’instabilità del nostro sistema economico, il quale a sua volta contribuisce ad aumentare la disuguaglianza, in un circolo vizioso che è come una spirale discendente in cui siamo caduti». È possibile riemergere? Stiglitz prova a fornire soluzioni. Continua a leggere

Intervista a Catena Fiorello: “Casca il mondo, casca la terra”

di Massimo Maugeri

Casca il mondo,  casca la terra

Catena Fiorello torna in libreria con un nuovo avvincente romanzo. A differenza dei precedenti libri (il romanzo “Picciridda” e i due volumi/intervista “Nati senza camicia”, entrambi pubblicati da Baldini Castoldi Dalai), “Casca il mondo, casca la terra” esce per i tipi di Rizzoli. E se in “Picciridda” la protagonista è Lucia, una bambina costretta a vivere con la nonna nella Letojanni degli anni ’50 e ’60 mentre i genitori emigrano in cerca di fortuna, nel nuovo libro i lettori incontreranno una donna adulta che vive in un contesto e in un’ambientazione del tutto differenti. Ne ho discusso con l’autrice…

– Catena, partiamo dal titolo…
Il titolo del libro prende origine dal famoso girotondo “casca il mondo, casca la terra”… che è anche la “canzoncina” che ha accompagnato l’infanzia della protagonista: Vittoria, una donna di cinquantatré anni su cui ruota tutta la storia e che, alla fine, dimostrerà di essere una sorta di eroina dei giorni nostri. Continua a leggere

“Il grande dandy”, di Marcello Sorgi

Recensione di Alberto Pezzini


Molti sono convinti che il vezzo di portare l’orologio sopra il polsino della camicia oppure la cravatta direttamente sul pullover siano farina di Gianni Agnelli. Così Un vecchio frac, la canzone in cui l’alba non sa tacer la morte, è stata cantata da Domenico Modugno con in mente la figura precisa di Riccardo Lanza di Trabia, il principe siciliano più dandy, come per una malattia nel sangue. Fu anche, e questo lo dice Marcello Sorgi (siciliano in purezza ed ex direttore de “La Stampa”) ne Il Grande Dandy (Rizzoli, pagg. 209, euro 18,90) l’inventore del calciomercato divenendo Presidente del Palermo e gareggiando con l’amico Gianni Agnelli nell’accaparrarsi i giocatori migliori. Siccome il calciomercato all’epoca – siamo negli anni ’50, in piena ripresa economica – non esisteva, e la televisione non faceva ancora esplodere le notizie come oggi, Lanza capì che doveva occuparsi degli scambi nel luogo dove il denaro diveniva trasparente, merce sotto gli occhi di tutti:la Borsa di Milano. Si installò al Gallia, albergo che gli sarà eterno debitore, ed inaugurò una stagione in cui accanto al telefono rovente stava sempre una bottiglia di champagne sotto ghiaccio e qualche cronista della Rosea da informare sull’ultimo acquisto di bipedi con ali ai piedi. Continua a leggere

LA RAGAZZA DI VIA MAQUEDA. Intervista a Dacia Maraini

Si intitola “La ragazza di via Maqueda” (Rizzoli, pp. 270, € 18,50) ed è la nuova opera letteraria pubblicata da Dacia Maraini. Si tratta di una raccolta di racconti (alcuni già pubblicati su riviste e giornali, altri inediti) che compone una sorta di geografia dell’anima dell’autrice.
Ci sono gli anni dell’adolescenza, qui. E quelli dei grandi incontri (Pasolini, la Callas, ovviamente Alberto Moravia). Ma è anche un libro che, mescolando la pura fiction con racconti della memoria, abbraccia i “luoghi per eccellenza” della Maraini: la Sicilia, Roma, l’Abruzzo.
Il primo racconto, quello che dà il titolo al volume (un racconto lungo ambientato a Palermo), stigmatizza una sorta di doppio abuso: quello dello smaltimento illegale di sostanze radioattive e quello della prostituzione minorile. Protagonista della storia è un ingegnere palermitano, indicato con le sole iniziali: D.B.
Pur essendo un uomo onesto, finisce con il rivelarsi come una sorta di inetto. Per certi è una vittima del sistema. Una di quelle vittime, però, che non avendo la forza e il coraggio di ribellarsi finiscono, loro malgrado, per diventare parti del sistema stesso. Ingranaggi. Anelli della catena.
L’uomo si trova costretto ad apporre la propria firma su un foglio che – di fatto – (come avrà poi modo di scoprire) consente alla ditta per cui lavora di procedere allo smaltimento illegale (e occulto) di materiale radioattivo. L’ingegnere, all’inizio, tenta una timida protesta… che non sortisce alcun effetto. Poi si trova a vivere un conflitto che potrebbe sintetizzarsi nella seguente domanda: decidere di denunciare l’illecito (rischiando di perdere il posto di lavoro), oppure non reagire (essendo lui stesso, in fondo, una vittima)? La sua strada, poi, incrocia quella di una prostituta bambina. Ne parliamo con l’autrice…

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NEL CUORE CHE TI CERCA di Paolo Di Stefano

Storia di un sequestro. Storia di un dolore che non si placa, di una ferita che non si rimargina.
La protagonista si chiama Rita: una bambina che viene rapita da un maniaco e tenuta segregata per ben otto anni in condizioni spesso disumane.
L’altro protagonista si chiama Toni Scaglione. È un uomo obeso che fa il giornalista in un giornale scandalistico. Ed è anche il padre della piccola Rita.
Scaglione va alla ricerca della figlia. Non si rassegna al tempo che passa senza esiti, non si piega alla disperazione dei fallimenti; né alle beffe delle illusioni.
Infine la figlia viene ritrovata.
Ma è ancora Rita, la giovane sopravvissuta al pluriennale rapimento?
Nel cuore che ti cerca” (Rizzoli, 2008, pag. 296, euro 19) è il nuovo romanzo di Paolo Di Stefano a cui è stato recentemente tributato il Premio Selezione Campiello: una storia struggente e coinvolgente; caratterizzata dalla presenza di più voci che si avvicendano alle due principali. Continua a leggere