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Ornithology 38. Frost

FROST Robert

Un uccelletto

Proprio ho sperato che volasse via,
e non cantasse sempre davanti a casa mia;

gli ho battuto le mani dal limitare
quando non l’ho potuto più sopportare.

Mio in parte il torto dev’essere stato.
L’uccelletto non era stonato.

E qualcosa non va, qualcosa manca
in chi vuol far tacere uno che canta.

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Stay gold

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Di tanto in tanto con la mia compagna rivediamo vecchi film. Spesso decidiamo di farlo seguendo un tema o uno stile. Funziona così: si propone un tema e poi si operano, ognuno per proprio conto, delle scelte. Di solito nessuno rivela all’altro il film che ha scelto fino al momento di farlo vedere. Ogni proiezione è una sorpresa. L’abbiamo fatto con James Bond, riattraversando tutte le pellicole della serie, dal mitico Sean Connery all’ultimo David Craig (“Skyfall” che consiglio a tutti), e in un passato ancora più remoto con la maggior parte dei capolavori di Alfred Hitchocok. Ultimamente il tema proposto è stato gang’s movie: film di bande giovanili, film sulle realtà metropolitane. Le scelte della mia compagna sono state “West side story”, “Gangs of New York” e “Rebel without a cause”. È stato un piacere rivedersi “West side story” a così tanti anni di distanza dall’ultima volta in cui mi era passato davanti agli occhi: i Jets contro gli Sharks, gli americani di pelle bianca contro gli immigrati portoricani e, di mezzo, la storia d’amore tra Tony e Maria: colonna sonora del grande Leonard Bernstein: potevo desiderare di meglio?
Le mie proposte sono state “The Outsiders”, “Streets of fire” e “The Warriors”.
Al di là del ritmo e della perfetta ambientazione di “The Warriors” e dello schema fiabesco di “Street of fire”, il mio preferito (perlomeno tra quelli che ho scelto) resta “The Outsiders”: lo è per l’incantevole equilibrio che l’attraversa e per la poesia che lo sostiene, ma lo è anche e soprattutto per quell’impasto di violenza e vulnerabilità che avvolge ogni sequenza e che rende dolci anche le scene di rabbia più intensa.
Francis Ford Coppola girò “The Outsiders” (in italiano “I ragazzi della 56ª strada”) nel 1983, spinto dalla richiesta contenuta in una lettera inviatagli dalla bibliotecaria di una scuola media di Fresno, California. Jo Ellen Misakian, questo il nome della bibliotecaria, scrisse per conto degli studenti dell’istituto in cui lavorava chiedendo al grande regista italo-americano di realizzare un film dall’omonimo romanzo di  S.E. Hinton.
La Hinton aveva pubblicato “The Outsiders” nel 1967 (ad appena diciott’anni d’età) e con questa storia di bande giovanili in lotta Continua a leggere

Su una poesia di Robert FROST – di Antonio SCAVONE

(Robert Frost 1874-1963)

A minor bird

I have wished a bird would fly away,
And not sing by my house all day;

Have clapped my hands at him from the door
When it seemed as if I could bear no more.
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