Variazioni su un lago (III)

di
Roberto Nassi

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Nel ferreo mormorio delle betulle
l’alzabandiera dell’isola è una libagione imprevista
per quanto prevedibile se il sole conduce le danze
solfeggiando segni desueti in forme sdrucciole
e grifando beato il lago-sguardo intatto e reticente come il nulla
e se la stanchezza delle pietre intagliate impilate
è estranea a quelle levigate dagli evi sui ghiacciai
sull’intuizione si libra la planata e profetiche
grida in lingua straniera non estranea
son ricorsive come il canto del fringuello
i ricami del tempo sui tronchi alle betulle.

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Variazioni su un lago (II)

di
Roberto Nassi
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Non c’è una stella fatale o un volare
sghembo in becco allo sparviere tra il nulla
e una fiducia natale – la sorte
è sguardo nel trabocco della luce
o lago senza stelle perché altre
si accendano alla danza delle tipule
piegando le orecchie dei conigli anche
se solo in questo vasto esuberante
di quiete il desiderio è il perimetro
di un lago dentro una finestra dove
una fiammella una stella fatale…

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Variazioni su un lago (I)

di
Roberto Nassi
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La serie è strutturata in 11 movimenti di parole sospese a metà strada tra chi guarda e chi è guardato, variazioni tonali in cui soggetto e oggetto (o controsoggetto) s’ingarbugliano e confondono.

Nel lago l’isola intonsa di fronde
che puntano il cielo col cielo
si sdoppia sulla palpebra d’acqua
cieca a un fondale impenetrabile
alla carezza patinata della sera
se sul lago l’isola resta sospesa
oltre un’attesa che si allontana
dalla sponda di torba di queste parole
che rifluiscono arrese
al silenzio terso dello sguardo
alla pupilla pura del lago.

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Orazio ora parla sloveno (ma beve sempre italiano)

Su M. Kravos, Terra da masticare, Empoli, Ibiskos Editrice Risolo, 2009.

di
Roberto Nassi


Terra da masticare è il titolo della recente antologia poetica bilingue del poeta sloveno residente a Trieste Marko Kravos. Un libro in cui le parole si mettono in riga sul filo della ragione e lambiscono, funambole, follie ed eccessi, retorica e false speranze, irrazionalità e vanagloria dell’uomo contemporaneo. Sono parole che si imprimono di cose, alla larga dai balbettii del «cieco fondale dell’io».

La lucidità critica e del dettato, quasi illuministiche, come quelle, oggi, di un Enzensberger, si coniugano col senso della misura e la malinconia soffusa di ascendenza oraziana. E, proprio come nel poeta di Venosa, la medietas si informa in una varietà di modulazioni governate da un sovrano senso del ritmo e da un verso che ora rasenta la colloquialità ora si fa più teso e lirico ora meditativo ora si sbriglia in giambiche sprezzature.

Ma inutile in queste pagine cercare di Orazio la retorica civile o dell’illuminismo la fiducia incrollabile nella forza di redenzione storica e sociale della ragione. Meglio l’umile patata della retorica patria mentre l’ottimismo delle magnifiche sorti e progressive lascia il campo a una disillusione suprema. Continua a leggere

Domande. Una poesia di Roberto Nassi

Domande
di Roberto Nassi

Perché quando piango tu sei lontana?
Perché quando una stella muore
la veglia sì e no qualche occhio acuito
all’ennesima potenza e nessun cuore?
Perché le mucche mi guardavano così
quando me ne sono andato e 6-8-4-7
aveva un ciuffo riccio come il mio?
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C’è una strada. Una poesia di Roberto Nassi

C’è una strada
di Roberto Nassi

C’è una strada inconsistente come le parole
che sono bit o esiguità d’inchiostro
fatta soltanto della sua direzione
come un pellegrinaggio

un filo incorporeo che ha un capo inchiavardato
alla tua carne e lo tessi istante su istante
nella tua natura di ragno itinerante
che non si sente a casa se non si muove su quel filo Continua a leggere

Orfeo e Euridice. Una poesia di Roberto Nassi

Orfeo e Euridice
di Roberto Nassi

Dalla crepa sul tuo volto
alitano voci impastate
della cenere che orla il precipizio
di un tempo elastico

grate di grida
arrugginiscono l’alba
imprigionandola tra le tue labbra
come un bacio dimenticato
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Invito alla lettura: Hans Raimund

di
Roberto Nassi

Hans Raimund, Fuggiasco… ma con amore, a cura di Luisa Varesano, MobyDick, 2008.

Hans Raimund, classe 1945, è uomo di poche parole. Schivo, ma non ruvido, timido ma affatto timoroso.

Raffinata cultura cittadina e silvana schiettezza in raro equilibrio. Instabile, direbbe forse lui. Instabile ma tenace.

Lo sguardo, dietro gli occhialetti ellittici, è come in agguato, vivido, immobile, ma di un’immobilità che è il contrario dell’inerzia. Tu, entrato nel suo cerchio d’attenzione, fai fatica a coglierne i pensieri, a studiarne le impressioni, ma percepisci un’intensità di presenza, cogli le orecchie tese (canine più che feline) del suo interesse. Continua a leggere

Due poesie di Roberto Nassi

Roberto Nassi, insegnante di italiano latino e letterature d’Europa, si occupa di didattica, educazione alla creatività linguistica e poesia moderna e contemporanea. Collabora con varie riviste letterarie e ha scritto saggi su Bertolucci, Zanzotto, Heaney.

Tra le sue raccolte poetiche La pania (Antitesi); La sposa che vola (Il foglio); Incontri (Prospettiva Editrice); Dalla boccia di vetro ((Prospettiva Editrice). Continua a leggere