Interrogazioni sulla poesia di Roberto Rebora

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Nadia Agustoni

Roberto Rebora, nipote di Clemente Rebora, esordì con una prima poesia in “Circoli” nel 1932 e collaborò dal 1938 a “Corrente” pubblicandovi recensioni, poesia e critica del teatro. Dal 1935 al 1936 fu in Abissinia; in seguito richiamato alle armi dopo l’8 settembre 1943, finì in Germania, in vari campi di concentramento, per aver combattuto contro i tedeschi. Al ritorno riprese ad occuparsi di teatro e critica letteraria, pubblicando nel tempo varie raccolte poetiche. Si spense a Milano nel 1992, aiutato economicamente negli ultimi anni da pochi amici. I benefici della legge Bacchelli arrivarono tardi, concessi appena pochi mesi prima della morte. Il suo essere appartato non ha giovato alla conoscenza della sua poesia. Alla sua morte Carlo Bo scrisse su “Il Corriere della Sera” un breve, intenso ritratto, chiamandolo “il più puro dei poeti dell’Italia di questo secolo”.

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