Ti troverò – di Max Ponte

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Ti troverò
magra e buffa
con la pelle macchiata
dai farmaci
e la lingua
che sa di fumo
un plico di
questionari sul
gradimento dei
servizi ferroviari
ti troverò
invitta e loquace
sovrana di malati
e straccioni
con una scatola
di fragole dubbie
ti troverò
fugace e dagli
occhi nettuni
a scrivere e a
citare Pasolini

Poesia inedita, messa in scena per “Poesie d’amore con il sitar”
www.maxponte.blogspot.it 

Nella foto d’epoca Roma Stazione Termini

Dieci domande a dieci scrittori-traduttori. Romanzi, serie tv, cinema: Giancarlo De Cataldo

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Magistrato, traduttore, drammaturgo, autore di romanzi di grande successo e di sceneggiature cinematografiche e televisive, Giancarlo De Cataldo è un autore poliedrico vicino, e qui mi riferisco soprattutto alla sua capacità di lavorare con media differenti, più ad esempi americani che nostrani. Raggiunge il successo nel 2002 con Romanzo criminale, ma la sua produzione sterminata (che per esigenze di spazio vi invito a consultare qui) comprende anche moltissimi altri best-seller, l’ultimo, La notte di Roma, scritto a quattro mani con Carlo Bonini ed edito da Einaudi nel 2015. Attento scrutatore del mondo contemporaneo, Giancarlo De Cataldo ha la capacità rara, per chi come lui trae ispirazione dai capitoli più oscuri del nostro presente e del nostro passato, di riuscire a parlarne con lucida competenza ed invidiabile chiarezza.

1) Vorrei partire dall’oggi, e da quello che è successo alle elezioni americane di novembre. In un’intervista del 2009 a proposito del romanzo La forma della paura, che alcuni hanno definito “il primo thriller del mondo post-Bush” (La forma della paura, Giancarlo De Cataldo e Mimmo Rafele, Einaudi, 2009) dichiaravi che “la mitologia della paura ha condizionato fortemente i nostri ultimi anni. Ora però è stato eletto un Presidente americano che parla un linguaggio diverso”. Sono passati sette anni e a Barack Obama è subentrato Donald Trump. L’uscita dalla paura a cui accennavi ha lasciato il posto a scenari forse più angoscianti, perché meno prevedibili. Credi che sia di forme sempre rinnovate di paura che l’umanità senta oggi il bisogno di nutrirsi?

Quella frase andava bene nel 2009, oggi, probabilmente, ha un sapore antico. Naturalmente, né io né Mimmo Rafele potevamo pensare agli sviluppi che il terrorismo avrebbe assunto al tempo dell’Isis. La paura è, effettivamente, un sentimento primordiale, ineludibile, dell’essere umano: ai bambini raccontiamo fiabe terrificanti per insegnare loro l’esistenza dell’elemento numinoso, quella minaccia incombente che tutti finiremo prima o poi per avvertire nel corso dell’esistenza e che affonda radici nella nostra transitorietà. Moriremo tutti, prima o poi, e l’angoscia di morte ci domina. Dobbiamo imparare a conviverci, e usiamo le fiabe per avviare i nostri figli su questo duro sentiero obbligato. Nello stesso tempo, la paura è un formidabile strumento di pressione, potere, governo e ricatto delle coscienze. Chi si ricorda più dell’influenza aviaria, che avrebbe dovuto decimare il genere umano? E chi della mucca pazza? Furono paure reali, concrete, al loro tempo, e incisero sulle nostre abitudini, sul nostro stile di vita, sulla nostra esistenza. Possiamo dunque dire che abbiamo, sì, bisogno della paura, ma che dobbiamo anche imparare a Continua a leggere

Roma a 5 stalle

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Il fatto è questo: che di Agnelli senza macchia ce n’è uno. Tutti gli altri, più o meno, ci hanno i loro difetti. La politica comincia da qui: dall’ammissione che nessuno, per primo, può scagliare la pietra a cuor leggero. Se si vuole passare per perfetti, si rischia di cadere brutalmente a terra. Come si dice: dalle stelle alle stalle. Tuttavia non bisogna scoraggiarsi. In fondo, Uno che conosciamo bene non è nato in un albergo a cinque stelle, ma in una stalla come tante, visitato da pastori modesti e analfabeti. Solo se sei disposto a partire dal tugurio dell’umana condizione gli angeli proclameranno la tua gloria. Altrimenti farai la fine di Lucifero, di Dorian Gray, di tutte le luci che hanno presto rivelato un’ombra così fitta da far venire i brividi.

Lettera aperta al nuovo sindaco di Roma che verrà (e che io non voterò), di Fabrizio Falconi

Roma 2
Questa lettera è indirizzata al nuovo sindaco di Roma che tra tre settimane sarà insediato a Palazzo Senatorio (il più antico palazzo municipale del mondo).

E’ una lettera da parte di un comune romano – come si diceva una volta di sette generazioni – nato e cresciuto e vissuto in questa città.

L’amore per questa città – l’ho sperimentato io stesso – non deriva da un legame di sangue, né da un generico amor soli, amore del luogo dove si è nati. La vita è troppo piena di esempi di persone che non solo non hanno alcun legame affettivo o non con il luogo nel quale si è nati, ma anzi manifestano una vera e propria insofferenza, rancore o odio, per il suolo che li ha ospitati alla nascita. Continua a leggere

TRAVERSATE CORSARE, ROMA 5 MARZO

BATTELLO PASOLINI

Il 5 marzo per festeggiare la nascita di Pier Paolo Pasolini un gruppo di artisti e poeti romani, coordinati da Simone Bellanca, ha organizzato una gita sul Tevere con performance collettiva da viale Marconi a Ostia Idroscalo. Una celebrazione di vita nel luogo della morte del poeta, parco ora gestito e riqualificato dai volontari della Lipu dove sarà possibile visitare l’opera restaurata di Mario Rosati nell’Oasi faunistica.

L’evento sarà così articolato: Continua a leggere

Azione poetica per Giordano Bruno

gg

Sabato 13 febbraio alle ore 17:00
Piazza Campo de’ Fiori – Roma

2016 EROICI FURORI
IL GIORNO 13 FEBBRAIO A ROMA IN PIAZZA CAMPO DE’ FIORI ALLE ORE 17,00 SI SVOLGERÀ L’AZIONE POETICA MITOMODERNISTA “2016 EROICI FURORI” IN MEMORIA ALL’EROISMO DI GIORDANO BRUNO.

I POETI CHE PARTECIPERANNO ALL’AZIONE AVRANNO IN MANO UN LIBRO DEL FILOSOFO E SONO INVITATI A INDOSSARE PREFERIBILMENTE UNA TUNICA BIANCA.

L’AZIONE SI SVOLGERÀ ATTRAVERSO LA LETTURA DI TESTI SUL TEMA DELL’EROICO E DELLA FEDELTÀ AI PROPRI IDEALI IN UN’EPOCA DI TRASFORMISMO GENERALIZZATO E DI DECADENZA MORALE.

CHI DESIDERA PARTECIPARE ALL’AZIONE È PREGATO DI INVIARE UNA EMAIL A grandtourpoetico@gmail.com

NON È GRADITA LA PARTECIPAZIONE DI MAESTRI DELL’ADULAZIONE, CULTORI DELLA PIAGGERIA E VIGLIACCHI E/O VENDUTI A BASSO PREZZO.

Su un’idea di:
Tomaso Kemeny, Paola Pennecchi, Angelo Tonelli, Pietro Berra, Flaminia Cruciani, Gianpaolo Mastropasqua.

Il Direttivo del Grand Tour Poetico

NESSUNO TOCCHI PASOLINI

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di Max Ponte

Pasolini l’ho riscoperto all’Università di Parigi-Nanterre grazie ad un corso di Christophe Mileschi, e a Parigi ho visto la mostra “Pasolini Roma” che ora arriverà anche in Italia. In questi mesi la figura dello scrittore mi ha accompagnato ovunque.

Il “corpo” di Pasolini è sicuramente dissepolto come fa notare Belpoliti, e rimane nell’oscurità della storia patria. E come per tutti i geni che hanno fatto della loro vita un’opera d’arte, anche la memoria è segnata dal conflitto. Continua a leggere

“Lettera da Roma”

di Luigi Preziosi

da qui

Nella primavera del 1849 il tenente Iacopo Marchetti, volontario nei Bersaglieri lombardi, partecipa con il suo reparto alla difesa della Repubblica Romana. Poco prima dell’alba del 3 giugno, l’esercito francese sferra il suo attacco sul Gianicolo, e la battaglia si protrae per l’intera giornata tra la Porta san Pancrazio e i parchi di alcune ville poste oltre la cinta muraria della città, tra cui Villa Corsini, il Vascello, Villa Valentini, Villa Pamphili. Questa che segue è la parte finale della lettera che il tenente Marchetti scrisse al fratello quella stessa sera. Continua a leggere

Inidipendenti -Giulio passami il libro

 La rassegna letteraria “GIULIO PASSAMI IL LIBRO: “INIDIPENDENTI”, per la serata del 10 maggio alle ore 21,00 vede protagonisti i  testi di Teresa De Sio, Roberto Donatelli, Francesco Forlani, Michele Sovente, Carmine Vitale.

gli stessi testi  inediti saranno in seguito pubblicati in una edizione speciale a cura dello studio Oblique per le edizioni Infinite Soluzioni.
Scrittori e poeti  partecipanti : Teresa De Sio, Roberto Donatelli, Carmine Vitale, Andrea Inglese, Francesco Forlani, Sonia Topazio, Alexandra Petrova, Stefano Malatesta, Loredana Raciti, Marco Fabio Apolloni, Paolo Piccirillo, Michele Sovente, Luigia Sorrentino,stefano Gallerani,Gualtiero Rosella.

Giulio passami l’olio via di Monte Giordano ,28 Roma

tutti i lunedi alle 21,00

METROMORFOSI 34 – MAGGIO 2010

Metromorfosi a maggio consiglia Jazz Al Centro

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METROMORFOSI 31

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METROMORFOSI 29

"Il rosso"

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METROMORFOSI 27

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Metromorfosi 27

è in distribuzione gratuita in oltre 100 punti a Roma e dintorni

e anche leggibile e scaricabile su http://www.metromorfosi.com

concorso: Metromorfosi cerca la sua donna e il suo uomo immagine

cosa fare: inviare una foto all’indirizzo info@metromorfosi.com

premi: la donna e l’uomo immagine compariranno in copertina e vinceranno un abbonamento annuale alla rivista

indicazioni: esprimere l’essenza di se stessi

scadenza: 21 marzo 2010

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METROMORFOSI 23

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METROMORFOSI 22

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METROMORFOSI 2009 MARZO VENTIDUE

le parole hanno un senso sempre oppure non ce l ‘hanno mai

Moondog
H.E.R.
Ivan Vicari & Barraco Trio
Puppini Sisters
Lady Oscar Rock Drama
Davide Manuli
Ursula Meier
Pippo Delbono
Intervista ad Antonio Rezza
Piero Mottola
Antonio Pio Saracino
Lucia Saetta

CONCORSI METROMORFICI

Un racconto per Metromorfosi
– invia un testo inedito di massimo 9000 caratteri entro il 10 aprile 2009

Una copertina per Metromorfosi
– invia un ‘immagine entro il 10 maggio 2009

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METROMORFOSI 20

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Metromorfosi free magazine di infocritica
col la nuova uscita 2009gennaioVENTI
non festeggia i due anni di attività editoriale
perché sogna di instaurare con il tempo un rapporto paritario

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METROMORFOSI 19

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E’ uscito il nuovo numero di Metromorfosi, mensile di infocritica a distribuzione gratuita.

Pane :: Bill T. Jones :: Dianne Reeves :: Garbo :: Guillermo Arriaga :: Antonio Rezza :: Gadda vs Genet :: Giacomo Manzù :: Bill Viola :: Louise Robinson :: Nadia Agustoni

Cagnanza e padronanza

Quel che accomuna i racconti di Fiore in questa sua seconda raccolta è l’atmosfera. Un’atmosfera da cemento incandescente nelle periferie romane le domeniche d’agosto. Da scantinato, da muro scorticato, muffa e puzza di formaggio, luce obliqua che intrappola le cose. Quel che li accomuna sono i personaggi, quasi sempre una coppia – uomini, donne, fratelli, amici – dove l’equilibrio è una corda tesa pronta a sfilacciarsi, a strapparsi, a strozzare. La loro evoluzione, e la narrazione stessa, è in questa linea retta fra due elementi, in questa impossibile chiusura. A volte entra in gioco un terzo, o un quarto, come nel bel Forme di vita su un pianeta, ma fa in fretta a svaporare e lasciare la fessura insuturabile. Continua a leggere

O Roma o morte

Arriviamo di sera, stanchi e accaldati. Ci sediamo su una panchina vicino al Colosseo, che ci guarda sornione con cento occhi neri e incavati. Tiro fuori una lattina di birra, e gli altri due un panino col formaggio. Finalmente un po’ di riposo, pensiamo. In quel momento, dall’altro lato della strada, due figure in divisa ci vengono incontro. Uno di loro mi scruta attentamente e mi dice: Qui non si bivacca. Gli replico che non stiamo bivaccando, stiamo solo mangiando, ma lui insiste: Qui non ci potete stare. Non credo ci sia molto da discutere. Guardo i compagni e faccio loro segno di alzarsi. Gli uomini in divisa sono soddisfatti, controllano i nostri movimenti con un sorriso di sbieco. Il Colosseo, intanto, ci sbircia con le sue porte aperte, accoglienti. Penso: Le case, in paradiso, devono essere così. Bevo birra camminando con gli amici, che mangiano con gusto il loro panino. A un tratto, si avvicina un gruppo di ragazzi, teste rasate e abiti neri. Avete una sigaretta? Noi non fumiamo: gli offriamo la birra e un pezzo di panino, ma non sembrano gradire. Uno dei miei amici viene afferrato per il bavero: Stronzo, chi ti credi di essere, zingaro di merda. Lui risponde che non crede di essere qualcuno, ma il ragazzo dalla testa rasata non lo molla. Anzi, all’improvviso, gli sferra un calcio al basso ventre. Il mio amico si accascia con un grido soffocato. La gente che ci passa accanto non si ferma: ha fretta, o non si vuole immischiare. Un altro ragazzo vestito di nero mi sferra un pugno in pieno volto. Io penso al mio campo, a mia moglie che mi ha detto: dove vai, torna presto, lo sai che ho bisogno di te. Sento un calcio che mi colpisce al fegato, e un altro alla testa. La lattina di birra sta colando lentamente davanti alla mia faccia, sul selciato. Alzo la testa, vedo il Colosseo con le porte spalancate. E’ il paradiso, penso. Ora viene san Pietro, con le sue chiavi pesanti. No, san Pietro non ha chiavi, dovevo immaginarlo. Non servono chiavi in una casa senza porte.

versione audio