«Come pagina bianca», di Pasquale Esposito

comepaginabiancadi Gaja Cenciarelli

Se dovessi riassumere nella forma più breve possibile il romanzo di Pasquale Esposito lo definirei un alfa privativo.
A cominciare dal titolo, si percepisce la centralità dell’assenza, del vuoto come cardine della narrazione: eppure le pagine di questo romanzo sono tutt’altro che bianche. Talmente densa è la storia, talmente ricca di riferimenti e testimonianze, che il mondo creato dalla mente e dalla scrittura della voce narrante non può non avvolgere chi legge, lasciandogli addosso quella seconda pelle costituita dagli interrogativi che solo i libri ben costruiti sanno sollevare.
Il narratore è internato in un ospedale psichiatrico, e per conservare la percezione di sé scrive lunghissime lettere alla donna amata in cui le racconta la sua vita, il suo passato, le sue speranze, tutto quanto ha fatto di lui l’uomo che è e che vorrebbe essere.
Non conosciamo il nome del protagonista, ma conosciamo bene la sua vita, il suo passato, il suo presente. Continua a leggere