A proposito di Derek Walcott

                                                    di Rosa Salvia

                                 

Il negro rosso che ama il mare

Io sono solamente un negro rosso che ama il mare,

ho avuto una buona istruzione coloniale,

ho in me dell’olandese, del negro e dell’inglese,

sono nessuno, o sono una nazione.

 

(Derek Walcott, Mappa del nuovo mondo, Adelphi, Milano 1992)

 

In questi versi c’è in nuce un aspetto determinante della poesia di Derek Walcott: quello dello spazio vivo che incalza, microcosmo o macrocosmo che sia.

Figlio di genitori mulatti della piccola borghesia intellettuale (il padre, morto quando lui aveva un anno, era un funzionario del governo britannico, che si dilettava di pittura) nacque nel 1930 nella piccola isola di Santa Lucia nei Caraibi.

 

Come altri poeti del Nuovo Mondo, da Whitman a Neruda, Walcott rifiuta di ritornare sulla Storia. Continua a leggere

Rosa Salvia su “Passione Poesia”

Mercoledì 22 febbraio 2017 alle ore 18.00 presso la Libreria Odradek, via dei Banchi Vecchi 57, a Roma, Presentazione di Passione Poesia. Letture di poesia contemporanea 1990-2015, a cura di Sebastiano Aglieco, Luigi Cannillo e Nino Iacovella, Ed. CFR, Milano, 2016. L’incontro è curato da Anna Maria Curci e Luigi Cannillo. Tra i saggisti e i poeti presenti nel volume interverranno: Luca Benassi, Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Riccardo Corcione, Claudio Damiani, Annamaria Ferramosca, Ignazio Gori, Giovanna Iorio, Valerio Magrelli, Rosa Pierno, Carmelo Princiotta, Rosa Salvia, Alberto Toni, Annalisa Venditti, Isabella Vincentini, Simone Zafferani. Sono lieto di presentare per l’occasione una recensione dell’antologia da parte di Rosa Salvia, che ringrazio di cuore, avendo personalmente apprezzato molto l’iniziativa. Continua a leggere

Claudio Damiani, Cieli celesti

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di Rosa Salvia

 

Con cieli celesti ancora una volta Claudio Damiani ci regala un mosaico di poesie narrative e ragionative al tempo stesso, allucinate e ispirate, di grande intensità, complessità e sapienza.

Il titolo è quello della raccolta più importante dell’amico poeta Beppe Salvia cui Damiani rende omaggio con una bellissima epigrafe.

Con la sua vigile attenzione al fermentare delle cose, ai loro orli, a quella luce particolare, finitima, da giorno morente già dentro la notte, che ne rivela la realtà profonda, emozionale, Damiani si apre a una disponibilità nuova all’oltranza e alla visione, che prolifera però, nella sua fedeltà a se stesso, dalle cose stesse. E’ una disponibilità anche al buio, al vuoto della Storia. Continua a leggere

Accanto al muro d’osso. Inedito di Rosa Salvia

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Devi startene
fermo come un asceta
In preghiera
accanto al muro d’osso
Ascoltando
come il Cristo bambino
il lamento
dei fratelli martoriati

con la fronte oscurata dal buio
che imprigiona il giorno

fino a che
la rugiada
goccia a goccia
carezzi la ferita del giardino
e un nuovo polline v’imprima a fuoco
il suo nome

e il muro
senza la lùbrica violenza
vibri nudo nel vento
per la materia del dire oltre l’inganno
per la possibilità del verde sulla pietra
per un ramo d’ulivo – solitario
per questa nostra convivenza umana
che cammina
cammina
entro l’obliquo raggio della stella.

La scelta, di Rosa Salvia

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Dalla raccolta inedita di racconti Le conseguenze dell’amore


Sonnecchia, ma si ridesta sotto la pressione del mio sguardo fisso. Avanza con la sedia a rotelle intrisa di silenzio, trova nella resa la sua sopravvivenza.
“Che ci fai qui, chi ti ha fatto entrare?”
“Carmen”, rispondo.
“Stupida sorella!”
“Vattene! Vattene via, compagna mia devota…”
Cieca, l’ironia prega per lui, la pietà canta, tonfi di pietre dentro la sua mente.
Il pudore nasconde le sue gambe alle mie che strisciano sott’acqua fino alla stanza del figlio nostro di un anno. Continua a leggere

Luna novembrina, di Rosa Salvia

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(dalla raccolta poetica inedita Il giardino dell’attesa)

Luna novembrina ti cullava lo sguardo
la sera
di quella domenica limpida, i gomiti
sulla sbarra del cancello del giardino
sospeso

scrutavi le stelle
passeggere del Carro
e coglievi intermittenze di luci dai paesetti
vicini Continua a leggere

Bisogna pensare alla madre. Un raccontino di Rosa Salvia

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Bisogna pensare alla madre come terra inerte e al tempo stesso bramosa di frutti perché, nel gioco fra passività e desiderio, lo spirito maschile compia la sua riproduzione, a distanza, come si addice al sole che, con l’energia dei suoi raggi, scalda la materia e causa la vita.
Esso rimane comunque “fuori” da quel processo vischioso in cui la vita si trasforma in corpo entro un altro corpo, quello materno il cui fuoco lento semplifica lo spazio, eco d’ una voce chiusa nell’inconscio che risale dall’oltre.
Là dove sta l’ansia di vita, l’ansia di morte, là dove si fa tutto doppio e leggero
Pesante come il cerchio di un anello d’oro fino –
Là dove non sei sicuro di sapere se esisti
Là dove odi fiabe uscire dalla pietra, molle come una palude
Là dove vuoi divenire un segno, un fossile, una foglia, a testimone del mistero dei tempi –
Là dove una sola scheggia di te basterà ad abbattere un muro
E nel verde silenzio crescerà il filo di Arianna che lega esperienza e intuizione.

Annamaria Ferramosca. Trittici. Il Segno e la Parola

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di Rosa Salvia

Annamaria Ferramosca, Trittici. Il Segno e la Parola, Edizioni Dot.com Press, Milano 2016

Scorrendo le pagine di questa originale poliedrica plaquette di Annamaria Ferramosca, la prima riflessione che mi viene da fare è che la propensione ad associare la poesia all’esperienza visiva, quella pittorica di grandi artisti meno recenti come Amedeo Modigliani e Frida Kahlo e contemporanei come Cristina Bove e Antonio Laglia, induce la poetessa a trasmettere al lettore la consapevolezza che conoscere e poetare sono un unico movimento, Continua a leggere

Domenico Adriano, Dove Goethe seminò violette

Adriano
Domenico Adriano, Dove Goethe seminò violette, Il Labirinto, Roma 2015

di Rosa Salvia

Domenico Adriano è un poeta complesso, anche se le sue composizioni si offrono limpide alla lettura, perché qualcosa resta, nel fondo, di non detto, qualcosa di cui i versi hanno alzato un velo che non vuole scoprirsi per intero, qualcosa che costituisce il rovello segreto dell’occasione e dell’uomo. Continua a leggere

Beppe Salvia, Il colore del dire. Nota di lettura di Rosa Salvia

Beppe
Edoardo Albinati, nel tracciare il carattere schivo del poeta potentino Beppe Salvia, lo definisce “uno dei poeti più dotati e amati e non solo della sua generazione”, aggiungendo che “conduceva una vita isolata e precaria, nutrita della sua poesia e poco d’altro” […], così come della sua opera poetica scrive che aveva “una grazia bruciante, quasi offensiva”. (Articolo Vivere da spiantati in un luogo di spettri in “Paese Sera” – 18 aprile 1985) Continua a leggere

Ricordando Amelia Rosselli a vent’anni dalla sua morte

Amelia
di Rosa Salvia

Non mi stancherò mai di ringraziare Fabrizio Centofanti sia per l’attenzione costante alla mia scrittura, sia per la cura che ha nella scelta
delle foto che accompagnano i miei articoli, data
la scarsa familiarità che, ahimè, ho col computer
. Continua a leggere

Flavio Ermini, Il giardino conteso

Ermini
di Rosa Salvia

“Il giardino conteso” di Flavio Ermini è un saggio complesso, mirabilmente argomentato che si articola in sei parti, dedicate ciascuna a un momento specifico della contesa in atto fra essere e apparire: La natura dell’apparire; La realtà singolare delle cose; L’esperienza dello smarrimento; Sotto l’inchiostro; L’altrove poetico; Il giardino conteso. Continua a leggere

Da “Dolore dei Sassi” di Rosa Salvia

Rosa Salvia presenta un’autoselezione di testi tratti dalla raccolta poetica Dolore dei Sassi (puntoacapo, 2015 ) e una nota di Claudio Damiani.

 

Da Dolore dei Sassi

II

Eccola la figlietta,

è la vita che torna,

bella e sacra,

nella sua luce intera bianca.

Come la luna

che una nuvola nasconde, Continua a leggere

Rosa Salvia su “Ode al Monte Soratte”, di Claudio Damiani

copertina
Comincio lentamente a leggere e provo subito una sensazione di infinita tenerezza per questo Monte Soratte, piccolo, spelacchiato (dal lato romano) così come una voglia di abbracciarlo come si fa con un nonno che ha intensa esperienza di vita alle spalle. Mi affascina poi la traduzione, ‘in giovanili endecasillabi’, dell’ode oraziana, quel carpe diem che nulla ha a che vedere col vacuo edonismo. Continua a leggere

Meduse, di Rosa Salvia

Meduse
Immobile bianca eternità attende, là ove, anno per anno, entro di sé, mutò volto
e sostanza,
mille mani protese in un abbraccio di acqua,
immense meduse dai filamenti urticanti aspettano che la mancanza d’immenso
lavi i loro occhi come lillà che si schiudono: mancanza sofferta, sofferenza
accettata, sguardo d’incendio, là ove la trasparenza spacca il cuore in un grido
che apre all’amore. Continua a leggere

Pagine, di Rosa Salvia

pagine
Quel venerdì pomeriggio per strada c’era un funerale. Amina chiuse per un attimo gli occhi. Attorno a lei un mondo senza suoni, una fessura attraverso la quale i morti passano clandestinamente il confine.
Aveva un’aria febbrile sotto il velo, con gli occhi più lucidi del solito. La bocca carnosa pareva un grande fiore cremisi, in contrasto con il pallore del volto.
“Scappa, scappa,” le aveva urlato sua madre, “salvati figlia mia, salvati.” Continua a leggere

Maria Lenti su “Dolore dei sassi”, di Rosa Salvia

Salvia
Rosa Salvia, Dolore dei Sassi, postfazione di Manuel Cohen, Pasturana (AL), puntoacapo, 2015, pp. 90, € 12

Il dolore, la linea nemmeno troppo segmentata della vita che, forse, più appartiene a chi scrive versi, è insinuato fin dal titolo nella raccolta di Rosa Salvia. I sassi (a cominciare dai Sassi materani, in cui si svolge un incontro-dialogo su una maternità da non interrompere, ad apertura di libro), le pietre dei passi esistenziali, quelle rotolate addosso o a sbarrare il cammino, quelle che segnano, infine, il non più o il non ancora, avvertono di sbarramenti e di possibili cadute, immettono a salti nella necessità dell’arresto. Continua a leggere

Roberto Piperno, Andare per giorni

Piperno
Roberto Piperno, Andare per giorni, a cura di Plinio Perilli, Edizioni Tracce, 2015

di Rosa Salvia

Siamo memoria /accumuli di esperienze selezionate / da imprevedibili / incontrollati istinti di piacere / e di sopravvivenza / di incomprensibili paure / con istanti di ragionevoli certezze / anche i rifiuti del passato / infanzia nascosta e il Nove di Av / ci guardano e ci riconoscono / parte di sé / immagine più completa / della nostra persona / che si trasforma all’istante senza mai perdersi. (Da Esseri, 2010) Continua a leggere

Frammenti di un discorso poetico

Arendt
(Saggio breve inedito)

di Rosa Salvia

Questa mia ‘irruzione’ nel labirinto della comunicazione poetica prende avvio con una riflessione di Simone Weil: “in poesia non c’è atteggiamento di maggiore umiltà dell’attesa muta e paziente. È l’atteggiamento dello schiavo pronto a qualsiasi ordine del padrone, o all’assenza di ordini. L’attesa è la passività del pensiero in atto. L’attesa è trasmutatrice del tempo in eternità”. (1) Continua a leggere

Scòstati dal sole, di Rosa Salvia

patibolo
Dalla raccolta inedita di racconti Le conseguenze dell’amore

“Tutto è dentro di me, in attesa che io lo capisca”. Delara talvolta si adagiava in soffitta su un vecchio materasso, là dove il suo rigurgito di molle e d’imbottitura lo permettevano. Inseguiva pensieri, ‘visioni’. Poi poggiava il cavalletto e le tele di fronte alla finestra per avere la luce del sole riflessa sui colori e iniziava a dipingere quel che la sua mente creava. Continua a leggere