Rossana Rossanda. Il film del secolo

Nadia Agustoni

Come parlare di film e raccontare un secolo di cinema? L’impresa è tale che può compierla solo chi di film ne ha visti tanti e ha lo sguardo, e lo ha sempre avuto, sulle cinematografie più lontane o diverse. Questo libro Il film del secolo (2013) è una lunga conversazione di Rossana Rossanda con due critici del Manifesto, Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri, che sul quotidiano comunista hanno scritto di cinema e lo hanno fatto a modo loro, rompendo alcuni tabù su Hollywood e portando in primo piano cinematografie non sempre conosciute. Tre voci, appassionate, colte, interamente partecipi, ci parlano di film e attori e attrici, ma lo fanno parlando di maschilismo, politica, rivoluzione e maccartismo. Del resto, Rossana Rossanda, nel recente passato, ci ha dato un’autobiografia che è il racconto di un partito, il P.C.I, e di ideali, presenze e fatti che vanno ben al di là di vicende personali. Gliene siamo grati, perché ha diradato nebbie e dubbi su una storia della sinistra, comunista e non solo, che molti di noi conoscono solo in parte, per età e/o marginalità. Continua a leggere

Giuseppe Pinelli e noi ora

a cura di Antonio Sparzani
[stanotte, 40 anni fa, Giuseppe Pinelli, ferroviere, cadde da una finestra del quarto piano della questura di Milano; si fece molto più male di una scalfittura al naso e di due denti rotti. Io lo voglio ricordare riportando qui un articolo di Rossana Rossanda apparso su Il Manifesto del 12 dicembre 2009, perché credo che il miglior modo di ricordare Pinelli sia quello di inventare parole e soprattutto gesti oggi, a.s.]

Tanto tuonò che piovve. Da poche ore il premier Berlusconi ha denunciato al partito popolare europeo, a Bonn, di essere un perseguitato politico in Italia. E chi lo perseguita? L’Alta corte costituzionale, che non è più supremo istituto di garanzia ma organo di parte, e precisamente di sinistra, grazie alle nomine fatte da tre presidenti della Repubblica di sinistra che si sono susseguiti da noi, i noti estremisti Scalfaro, Ciampi e Napolitano. Non solo: un partito di giudici, clandestino ma efficiente, gli scatena contro una valanga di calunniose vertenze giudiziarie. Stando così le cose, egli ha dichiarato solennemente al Ppe che intende cambiare la Costituzione italiana del 1948 e lo farà con tutte le regole o senza. Già in passato l’aveva disinvoltamente definita di tipo «sovietico». Continua a leggere

Il 1968, chi ci è nato, chi l’ha vissuto

di Rossana Rossanda

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Nell’inverno del 1968 il movimento degli studenti dilagava e dilagavano le tesi di Pisa e Trento e Torino – meno fascinose degli slogan fulminanti che a maggio avrebbero coperto i muri di Parigi. Gli atenei vomitavano chilometri di ciclostilati, ardenti e scritti per l’eternità, senza indicazione di luogo e di data, difficili da situare quando mi vengono in mano nel mio peregrinare di casa in casa. Non polemizzavano con il PCI, e quando alla Democrazia Cristiana non gli veniva neanche in mente. Il nemico era “il sistema”, miravano alto.
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