Macchie, di Andrea Sartori

Sento che crescono, germogliano, sbocciano, fioriscono. Sono loro a fermentare dentro di me, non corpi estranei, bensì mie parti, originariamente e da sempre in mio possesso, miei attributi, modi. Le sento, in corrispondenza dei nei che mi punteggiano la schiena, penetrano la cute, entrano dentro i polmoni. A macchia di leopardo si diffondono in superficie e dentro di me. Io sono un leopardo. Il mio corpo è la mia bestia, l’animale selvaggio sono io stesso, lo ha detto il dottore. La loro logica di macchie è contraria al mio pensiero. Avrei dovuto aspettarmelo: è la vita che lotta con se stessa, che va contro il suo impulso, ma non annientandolo, poiché lei è più sottile, e lo alimenta in altra direzione.

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