1. Cosa ho capito della vita

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C’è un momento, nella vita, in cui ti sembra di afferrarne l’essenziale. Magari non è vero: l’esperienza accumulata può ridursi a una catasta di macerie fatiscenti, residui tossici da cui sarebbe meglio liberarsi, piuttosto che chiavi per aprire un mondo nuovo. Continua a leggere

78. Un po’ più in là

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Non riesci ad aprire neanche gli occhi; di quanto anestetico t’hanno imbottito per l’operazione? In quale punto sarà entrato il proiettile? Ma soprattutto: perché ti hanno sparato? Di motivi ce ne sono da vendere: hai cambiato tutto, in pochi giorni; hai cancellato i segni del potere, i titoli onorifici, le vesti preziose, le auto blu; hai mandato a casa il corpo delle guardie svizzere e, ciliegina sulla torta, hai trasferito la sede pontificia in un campo nomadi di periferia. Continua a leggere

77. In carne e ossa

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Sei diviso tra l’ospedale e questa stanza, senza sapere cosa sia più utile: se vegliare tra la selva di tubi e medici che vanno e vengono, come nuvole di notizie tristi, o piegarti sui tasti, alla ricerca di un filo che ti appare ogni giorno più improbabile, fantasie che sono solo tue, lontane dall’intenzione originaria. Continua a leggere

6. Il pulcino

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Un pulcino bagnato: si sente così. La deve smettere di coltivare pensieri negativi. Le avevano insegnato quella tecnica – come si chiama? PNL? -, le sembrava superficiale e complicata: leggeva, leggeva, ma a un tratto si stancava e la metteva via. Le serviva una formula per uscire dall’insicurezza; agire, le dicevano le amiche. In effetti, tendeva a rimandare, ma poi: non era meglio arrivare preparata all’incontro con un intellettuale? Continua a leggere