Ennio Abate, “Salernitudine”

Renato Guttuso, Ragazzo alla finestra

Presentazione
di Michele Ranchetti

Tra le due quinte in prosa – due testi bellissimi – si apre il paesaggio meridionale della poesia di Abate. Chi legge, assiste ad una storia di paese e di infanzia, ne vede i particolari, le figure: il padre, ritratto da vecchio, impettito e quasi oleografico, soprattutto la madre, sempre presente in una memoria senza tempo né storia, i compagni di giochi, le tentazioni, che richiamano saghe, proverbi e storie di briganti ma non hanno nulla di incantato. Sono, anzi, oscure e ataviche, sgraziate e senza innocenza. Come senza innocenza è la poesia di Abate, che insegue e interroga le figure della sua origine per riconoscere la natura difficile e paurosa di se stesso bambino, senza alcuna pietà. Continua a leggere