CRESTOMAZIA 18: Salvatore Toma, “Il maiale”

Il maiale
era lì che mi guardava.
Il macellaio
faceva finta di niente
e gli girava intorno indeciso
col coltellaccio allucinato.
Voltai l’angolo
il maiale pareva
implorarmi a restare
posando alla catena
come un lupo in olfatto.
Così rimasto incantato
non sentì il coltello
forargli la gola
e non vide il sangue
colargli a dirotto.
Era tutto concentrato
a rivedermi apparire.

da “Canzoniere della morte” (Einaudi, 1999)

 


 

“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

Salvatore Toma

Il poeta è uno scienziato

coi piedi sulla terra,

sulla luna c’è andato

da appena nato.

Il poeta è un uomo

un poco morto

e conosce cose orrende

chissà come

per questo ride di voi

di tutti voi.

da Canzoniere della morte, Einaudi, 1999