Vivalascuola. La scuola dell’infanzia è scuola

Tra le deleghe in bianco attribuite al Governo dalla Legge 107/2015, c’è la proposta contenuta nel ddl 1260 relativa al “sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino a sei anni”. Contro il rischio dei “poli per l’infanzia” dai tre mesi ai sei anni che annullerebbero la distinzione tra Asili Nido e Scuola dell’Infanzia e creerebbero una riduzione della Scuola dell’Infanzia a Servizio educativo, con confusione e interscambiabilità di ruoli tra docenti ed educatrici, crediamo si debba mobilitare una forte opposizione. Continua a leggere

Vivalascuola. Bambini a rischio? A rischio di che?

Un bambino di 4 anni è ritenuto troppo violento per restare nella sua classe della scuola materna e così viene cacciato dalla scuola. Nel verbale del consiglio di classe del 4 marzo 2014, si legge: “il suo bambino dice parolacce, corre in classe, non ascolta gli insegnanti, colpisce con violenza gli altri piccoli, si rifiuta di stare seduto, sale su tavoli e sedie, si sdraia a terra e stacca l’estintore del corridoio. Non le sembra quindi una buona idea quella di mantenere, per un periodo limitato, suo figlio lontano dalla classe…?” (vedi qui). Bambini a rischio. A rischio di che? Ce lo spiega in questa puntata di vivalascuola Donata Castiello, che ci suggerisce come cogliere i segnali del rischio e quali strategie educative sia possibile attivare, mentre Marina Massenz ci aiuta a capire le paure dei bambini e la loro funzione nell’età evolutiva, e Daniele Novara ci mette in guardia dalle insidie della medicalizzazione: quando la discriminazione assume le parvenze di una diagnosi medica. Continua a leggere

Vivalascuola. Sì alla scuola dell’infanzia statale!

A volte i principi s’incontrano con i bisogni concreti e non possono essere elusi. Succede oggi nel caso della scuola dell’infanzia. I principi dell’art. 33 della Costituzione s’incontrano con i bisogni reali delle famiglie. La crisi economica rende più difficile sostenere le quote richieste dalle scuole private, che in alcune città godono una situazione di monopolio, allora si fa pressante la richiesta della istituzione di scuole dell’infanzia statali. Questo ci dicono l’esito del referendum di Bologna e varie iniziative in corso in varie città d’Italia. In questa puntata di vivalascuola Silvia Bodoardo, Francesco Cappelli, Antonia Guerra, Bruno Moretto, Carlo Salmaso, Antonia Sani, Sergio Tamborrino ci parlano della situazione a Torino, Milano, Bari, Bologna, Padova, Roma, Firenze. Continua a leggere

Vivalascuola. Che fine ha fatto la relazione educativa?

Quello che avverto ora è, misteriosamente, solo un vago sollievo, nel grande punto interrogativo rappresentato dal futuro, insieme alla consapevolezza che, comunque vadano le cose, non sarà facile. E che gli effetti dell’intossicazione da disinteresse per la scuola, e da conseguenti provvedimenti, saranno smaltiti molto lentamente. Il danno è stato fatto. Un rapido bilancio del triennio passato ci spiega soprattutto una cosa: che si può governare la scuola senza pensare affatto alla scuola. (Marina Boscaino)

Che fine ha fatto la relazione educativa?
di Cecilia Bartoli

Tutto quello che non so, diceva Flaiano, l’ho imparato a scuola e questo è probabilmente vero per la maggioranza di noi. La percezione che il tempo della scuola sia un tempo obbligatorio quanto inutile, da dover sfangare al più presto e nel più economico dei modi è una percezione diffusa specularmente tra la popolazione degli studenti come tra la maggioranza degli insegnanti, dalla scuola d’infanzia all’università. Continua a leggere