Vivalascuola. La congiura contro i giovani

Fotogramma per fotogramma, al rallentatore, con la crudeltà che serve, la congiura ci appare più evidente. Conformismo, cinismo, disincanto, narcisismo, esibizionismo, consumismo, alcolismo… qualunque sia la forma di rinuncia alla sfida di una vita autentica di cui sono stati tacciati i giovani non è che un ultimo fotogramma di una storia già scritta e non diretta da loro. (Stefano Laffi, La congiura contro i giovani. Crisi degli adulti e riscatto delle nuove generazioni, Feltrinelli 2014)

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Vivalascuola. Adotta la LIP

Intesta

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Vivalascuola. La scuola degli altri: in Germania

Vivalascuola presenta un’intervista di Donata Miniati a un docente tedesco che insegna in una scuola elementare di Dresda. Una intervista effettuata allo scopo di conoscere pregi e difetti di un sistema scolastico diverso dal nostro situandolo all’interno del proprio contesto. Non per operare paragoni inopportuni e forzature ideologiche, ma per avviare un confronto che stimoli alla riflessione critica, su principi, assunti, forme organizzative, pratiche. E’ anche un modo per ampliare l’orizzonte, uscire da prospettive chiuse, dal disastroso cabotaggio pseudoriformatore degli ultimi anni, coltivando l’esile speranza che un giorno si torni a pensare alla scuola con coraggio, razionalità e visione complessiva. Continua a leggere

Vivalascuola. Sì alla scuola dell’infanzia statale!

A volte i principi s’incontrano con i bisogni concreti e non possono essere elusi. Succede oggi nel caso della scuola dell’infanzia. I principi dell’art. 33 della Costituzione s’incontrano con i bisogni reali delle famiglie. La crisi economica rende più difficile sostenere le quote richieste dalle scuole private, che in alcune città godono una situazione di monopolio, allora si fa pressante la richiesta della istituzione di scuole dell’infanzia statali. Questo ci dicono l’esito del referendum di Bologna e varie iniziative in corso in varie città d’Italia. In questa puntata di vivalascuola Silvia Bodoardo, Francesco Cappelli, Antonia Guerra, Bruno Moretto, Carlo Salmaso, Antonia Sani, Sergio Tamborrino ci parlano della situazione a Torino, Milano, Bari, Bologna, Padova, Roma, Firenze. Continua a leggere

Vivalascuola. Senza oneri per lo Stato

Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest’ultimo è il metodo più pericoloso, la fase più pericolosa di tutta l’operazione. (Piero Calamandrei)

Si era presentata come una paladina della scuola pubblica, poi ha indicato una scuola “paritaria” come un “modello da seguire“, adesso propone un emendamento alla legge di stabilità perché si diano 274 milioni alla scuola “paritaria“. Aveva promesso una Costituente dell’Istruzione per coinvolgere tutto il mondo della scuola, adesso si appresta a fare calare dall’alto come collegato alla Legge di Stabilità un provvedimento che interviene su alcuni punti fondamentali per la scuola – stato giuridico, salari, riforma degli organi collegiali. Il tutto “senza dibattito parlamentare e senza particolare informazione delle parti interessate: lavoratori della scuola, studenti, famiglie” (qui). In questa puntata di vivalascuola Corrado Mauceri ricostruisce le tappe dell’attacco alla scuola pubblica: ma bisogna scrivere il seguito di questa storia con le iniziative della ministra Carrozza…
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Vivalascuola. Delicato leggiadro abissale Pinocchio

Oggi ho detto ai miei bambini: “Vi leggo una storia nuova, è la storia di un pezzo di legno. Di un pezzo di legno un po’ magico e sapete perché?”
“Nooooooooo” hanno risposto loro.
“Perché questo pezzo di legno – ho continuato io – era un burattino speciale. I suoi occhi vedevano, le sue orecchie sentivano e con la sua bocca parlava e faceva anche le boccacce! Voi le sapete fare le boccacce?”
“Sìiiiiiiiiiiiiiiiiii” rispondono ridendo e stropicciando labbra e occhi in facce buffe!
(Alessia Niniano)

Leggiadro, delicato, abissale è l’atto di leggere Pinocchio a un bambino. (Elémire Zolla)

Nell’anno dei suoi 130 anni, dedichiamo una puntata di vivalascuola a Pinocchio. Alessia Niniano, Giovanna Celso e Paolo Cacciolati riferiscono della loro lettura di Pinocchio a bambini, Sebastiano Aglieco racconta il suo incontro con Pinocchio e riferisce dei Pinocchi incontrati nella sua esperienza di insegnante, Nadia Agustoni e Dora Palermo riflettono sulla figura del burattino, Paolo Tesi risponde alle nostre domande e ci offre le sue illustrazioni. Continua a leggere

Vivalascuola. Rileggiamo don Milani

Rileggere Lettera a una professoressa significa tornare alle questioni di base, alla funzione ideologica della scuola e a quella di selezionatrice della classe dirigente… Lettera a una professoressa ci insegna la democrazia, l’esatto contrario dell’Italia contemporanea, corporativa, razzista, opportunista e cinica, dove uomini mediocri – dietro ai quali, tuttavia, ci sono precisi gruppi di potere intelligenti – decidono i destini d’intere generazioni… (Stefano Guglielmin, qui)

L’esperienza della Scuola di Barbiana e la sua eredità odierna
di Franco Toscani

1. La “parola ai poveri”. Una lotta per la cultura e il linguaggio, per l’eguaglianza e la dignità
Lettera a una professoressa – che ancor oggi, a decenni dalla sua pubblicazione, suscita polemiche e discussioni appassionate – è ben più che un atto di denunzia contro la scuola classista, è la rivendicazione d’una scuola al servizio della vita, che prepari ad essa con rigore e concretezza, senza vuoti formalismi. Continua a leggere

Vivalascuola. Come migliorare l’insegnamento della Matematica?

La matematica è da tempo indicata come la bestia nera della scuola italiana. In precedenti puntate di vivalascuola Alessandra Angelucci ci ha aiutato a capirne le difficoltà e perché, viceversa, è importante lo studio di questa disciplina. Adesso ci fornisce dei suggerimenti che possono essere utili non solo per sconfiggere la bestia, ma più in generale per migliorare l’insegnamento anche delle altre discipline.

Cosa fare per stanare la bestia, colorarla, farsela amica?
di Alessandra Angelucci

Cosa si può fare per insegnare meglio la matematica?
La scuola italiana non se la passa bene. Se ne parla spesso: l’edilizia fatiscente, gli strumenti (tecnologici e non) che scarseggiano, gli stipendi e gli orari degli insegnanti (impossibili da stablire, i secondi e da adeguare, i primi), i tagli alle spese, la dispersione scolastica, ecc… Ma mi sembra si parli troppo poco, e troppo male, dell’aspetto più importante: alla fine, gli studenti, cosa imparano? Continua a leggere

Vivalascuola. Per un governo democratico della scuola

“Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano, o i costi sono eccessivi. Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere.” (Italo Calvino)

Questa puntata di vivalascuola è dedicata all’ex pdl 953 (legge Aprea), l’attuale ddl 3542, che una massiccia mobilitazione del mondo della scuola e l’approssimarsi delle elezioni politiche hanno (provvisoriamente) bloccato. Ma “il mondo della scuola deve essere consapevole che, al di là di tutti i proclami quotidiani sulla centralità della scuola, i fatti concreti di questi ultimi venti anni dimostrano che nella cultura dominante nel nostro Paese la centralità della Scuola è solo uno slogan propagandistico; è pertanto necessario rilanciare, anche a livello culturale, prima che sia troppo tardi, un’idea di scuola alternativa che poi è l’idea di scuola della Costituzione(vedi qui). In questa puntata Marina Boscaino presenta la problematica della democrazia scolastica e della libertà di insegnamento, dalla sua affermazione nell’art. 33 della Costituzione al suo stravolgimento con la legge di parità e con il ddl 3542; Anna Angelucci fa un excursus storico dal primo annunciarsi dell’autonomia fino al ddl 3542, mostrando come le tappe dell'”autonomia” così come si è realizzata siano le tappe dell’impoverimento e della privatizzazione di fatto della scuola statale.  Antonia Sani presenta i punti qualificanti di un progetto alternativo di governo della scuola promosso dal Coordinamento nazionale “Per la scuola della Costituzione”, che sarà illustrato e discusso in un seminario nazionale che si svolgerà a Roma domenica 16 dicembre.

Dal dlgsl 29 al ddl 3542: come si svincola la scuola dal suo mandato costituzionale
di Marina Boscaino

A ben guardare, il processo di allentamento della democrazia interna agli istituti del sistema scolastico italiano è iniziato molto tempo fa. Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola vista dai ragazzi

Abbiamo deciso, in questa puntata di vivalascuola, di dare voce a loro: gli studenti, le bambine ed i bambini, i ragazzi. Per una volta parlano in prima persona e ci raccontano a ruota libera ciò che gli viene in mente, quello che la scuola è per loro. Questa collazione di interventi di scolari e studenti testimonia la pregnanza di un aspetto che rappresenta uno degli specifici di quel complesso luogo geometrico e dell’anima che è la scuola: la socialità, i rapporti tra pari e i rapporti con gli adulti… libertà, creatività, valori, sono temi espliciti, su cui alcuni giovani centrano tutto il loro intervento, dimostrando di aver compreso intenzioni, limiti e pregi del nostro sistema educativo. E facendoci – con orgoglio – sentire sulla loro stessa barca. (Marina Boscaino e Marco Guastavigna)

Scuola elementare

Le mie maestre sono superbrave
Per me la scuola è importante perché le maestre che abbiamo noi sono bravissime perché ci fanno fare i lavoretti, basket e ginnastica. La maestra di religione è brava anche lei qualche volta perché ci fa guardare la tv. Secondo me la scuola è bellissima. Continua a leggere

Vivalascuola. Perché studiare la Matematica?

Capogrossi

L’inserto domenicale del New York Times ha pubblicato [il 29 luglio scorso] un articolo intitolato L’algebra è necessaria?… “Pure i poeti o i filosofi devono studiare la matematica alle superiori”, si scandalizzava il povero politologo! E il suo argomento era che è giusto far sudare sulle equazioni o i polinomi gli studenti che se lo meritano, perché vogliono diventare ingegneri o fisici. Ma perché mai torturare gli altri, così sensibili, che vogliono invece scrivere versi o dedicarsi alla metafisica? (qui)

Perché studiare la Matematica è importante?
di Alessandra Angelucci

Qui abbiamo ragionato sul perché la Matematica è tanto difficile (o almeno, tanto impegnativa).

Oltre alle ragioni sotto gli occhi di tutti (la precisione e rigidità del linguaggio e la stretta correlazione fra gli argomenti che non consente di andare avanti a chi non abbia ben compreso qualche argomento), abbiamo visto che ci sono motivi legati all’innaturalità del ragionamento matematico, al suo carattere dinamico Continua a leggere

Vivalascuola. Concorso, Tfa e figli di nessuno

I figli di nessuno sono i giovani e i meritevoli, i neolaureati, i trentacinquenni iscritti al Tfa, i docenti precari già abilitati inseriti nelle graduatorie. Ma il concorso non era fatto per giovani e meritevoli? Come dicono il ministro Profumo e i suoi portavoce? In realtà giovani e meritevoli sono esclusi dal nuovo concorso, mentre i docenti già abilitati per aver vinto un concorso dovranno rifarlo. Inoltre: i posti previsti dal concorso (11.000 in tre anni) sono inferiori persino al piano predisposto dalla Gelmini (fino a 22.000 per anno) e non copriranno neanche i pensionamenti. Come dice Giovanna Lo Presti citando Shakespeare: “Schifo! Schifo!” (Amleto, atto I, scena II).

Si bara, si bluffa, si recita a soggetto: è il concorso truffa
di Emanuele Rainone

La scuola pubblica statale è il principale luogo di formazione della cittadinanza e di trasmissione dei valori di civiltà della nostra Costituzione. Bene: lo Stato Italiano riserva agli insegnanti e al personale della scuola un trattamento incivile Continua a leggere

Vivalascuola. Per la festa della Repubblica

La scuola pubblica, con tutti i suoi difetti, è una palestra insostituibile di democrazia, libertà, pluralismo e partecipazione, valori essenziali sanciti dalla nostra Costituzione repubblicana le cui pagine, come diceva Piero Calamandrei, sono costate il sacrificio e il sangue di tanti giovani fucilati, impiccati, torturati, morti per la libertà e la democrazia, nella dura lotta contro la barbarie nazifascista. Davvero i principi fondamentali della nostra Costituzione sono una risorsa di valore permanente a cui attingere sempre di nuovo. (Franco Toscani)

Unità nazionale e unità antifascista
di Antonia Sani

Dal brainstorming cui ho voluto sottopormi in vista del prossimo 2 giugno, nel turbinìo svolazzante di bandiere e stendardi, memorie di polemiche, di buone intenzioni, di ipocrisie retoriche, disseminate lungo questi 66 anni, un’immagine sono riuscita ad afferrarla e a trattenerla: sfondo rosso, scritta nera. Unità nazionale. Continua a leggere

Vivalascuola. Scuola e laicità in Italia

Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 33

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali…

Questo è l’andamento dei finanziamenti per l’istruzione: tagliati alla scuola pubblica, raddoppiati alla scuola privata, nonostante la Corte Costituzionale li abbia dichiarati illegittimi. Bisogna aggiungere i finanziamenti regionali e comunali. E ne chiedono ancora. Anche per il 2012 la legge di stabilità ha stanziato per le scuole non statali 242 milioni che vanno ad integrare i 278,9 del disegno di previsione del Bilancio. Il rapporto Sbilanciamoci valuta in 700 milioni di euro il risparmio che deriverebbe allo Stato dall’abolizione del finanziamento alla scuola privata. La scuola privata può avere corsi con meno di 8 alunni e docenti sottopagati. E ce n’è anche per i docenti: scatti stipendiali, ma solo per quelli di religione. E adesso la preside di un liceo privato è stata nominata sottosegretaria all’istruzione.

Perché parlare oggi di scuola e laicità in Italia? Interventi di Marcello Vigli, Corrado Mauceri, Giulio Giorello, Maria Mantello, Gennaro Lopez. Introduce Marina Boscaino.

Saremmo stati orgogliosi di far leggere queste riflessioni a Carlo Ottino.
Il 25 aprile sarà passato un anno dalla sua scomparsa. Vogliamo ricordarne la statura intellettuale, l’impegno politico, la passione etica nel campo della laicità e, più in generale, dell’eguaglianza tra tutti i cittadini dedicandogli il nostro attuale lavoro e il nostro futuro impegno per raccogliere il suo insegnamento e seguire il suo esempio.
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Vivalascuola. Educare informare fare rete

Voi dove eravate quando a poco a poco la scuola, e con essa il futuro di un intero paese, veniva scippata, derubata, quando a poco a poco tagliavano i bilanci, le ore, i professori, i banchi, la carta, le iniziative? Voi dove eravate mentre a poco a poco aumentavano le spese militari, le spese per la politica, le spese per le scuole private, per i privilegi, per le caste? Voi dove eravate quando si precarizzava il lavoro nel nome del libero mercato e della concorrenza, quando i vostri diplomati non sapevano dove sbattere la testa per trovare un lavoro? Voi dove eravate quando la cultura, che noi difendiamo, era calpestata, derisa, ridicolizzata da grandi fratelli e idiozie televisive, quando l’informazione si faceva sempre di più disinformazione di regime? (Collettivo studenti di Pontedera)

Informare, criticare, narrare: la scuola da rifare di Caliceti
di Alessandro Cartoni

Era forse venuto il momento che qualcuno assolvesse a un pubblico e necessario servizio: informare i genitori italiani su quello che sta accadendo alla scuola del paese. Lo fa con intensità di militante, con passione di maestro e grande forza narrativa Giuseppe Caliceti nel suo Una scuola da rifare. Lettera ai genitori. Continua a leggere

Vivalascuola. W il 2 giugno

Buona festa della Repubblica!

È bella la Costituzione che ci racconta Calamandrei. Perché è bella la Costituzione: viva, dignitosa, giusta, leale, sobria, indignata, critica, solidale. E belle sono le voci che Calamandrei fa riecheggiare in quelle parole, in quegli articoli: Cattaneo, Beccaria, Cavour, Garibaldi, Mazzini… Questo 2 giugno, introdotto dalle parole di Calamandrei, ancora più che in passato deve quindi rappresentare per tutti noi un collante significativo e l’annuncio di una direzione dalla quale non vogliamo e non possiamo deragliare. (Marina Boscaino)

Discorso ai giovani sulla Costituzione
di Piero Calamandrei

Domandiamoci che cosa è per i giovani la Costituzione. Che cosa si può fare perché i giovani sentano la Costituzione come una cosa loro, perché sentano che nel difendere, nello sviluppare la Costituzione, continua, sia pure in forme diverse, quella Resistenza per la quale i loro fratelli maggiori esposero, e molti persero, la vita. Continua a leggere

Vivalascuola. Come (non) parlare di politica a scuola

Tra i fannulloni c’era anche il comunista prof Dionisi, “inculcatore” di professione e noto provocatore. Aveva avuto l’ardire di affermare a lezione che “le Foibe sono niente di fronte all’Olocausto” per questo l’avevo denunciato al vicepreside… Il bastardo non teneva il capo chino e addirittura ha avuto la faccia tosta di mormorare qualcosa quando la telecamera lo ha inquadrato. I miei compagni giurano che le labbra abbiano inequivocabilmente pronunciato la parola “pezzi di merda (Alessandro Cartoni).

Taci tu, che taccio anch’io. E tu, Tacito, tacitati per sempre
di Lucia Tosi

Intorno al 60 d.C. Nerone prese saldamente in mano le redini del potere, avviando una serie di innovazioni e di riforme che dimostravano la volontà di andare incontro alle esigenze delle province e dei ceti meno abbienti, ma che presentavano tuttavia un carattere improvvisato e persino pericoloso per l’assetto dello stato Continua a leggere

Vivalascuola. E dopo l’Invalsi?

Non è vero che nel nostro Paese ci sia un’assenza di strumenti di valutazione: c’è l’assenza di una cultura della valutazione
di Marina Boscaino

Dunque, proviamo un po’ a ragionare a bocce ferme. Passata la buriana, passata la settimana calda dell’Invalsi a tutti i costi, a dispetto della normativa, a dispetto delle delibere, a dispetto di una legge ambigua e di ambigui comportamenti – specie da parte di alcuni dirigenti – che hanno artatamente bypassato alcuni ostacoli e un confronto democratico e civile con il proprio collegio. Continua a leggere

Vivalascuola. Arrivano i buoni

Docenti comunisti che inculcano agli studenti valori contrari a quelli delle famiglie, libri di Storia faziosi che denigrano il premier… Andiamo a vedere cosa succede in una regione dove governano i buoni: ad esempio il Veneto.

Come falsificare la Storia e distruggere un tessuto civile: il caso Veneto
di Roberto Plevano

Partiamo dai programmi di Storia: davvero le foibe non sono mai esistite?

I programmi di storia dell’ultimo anno delle scuole superiori comprendono i drammi e gli interrogativi del confine orientale nel Novecento: la tragedia delle foibe e dell’espatrio di tanti Giuliani, checché ne dica Mario Giordano (il Giornale del 28 febbraio 2011, lo stesso numero che offre ai suoi lettori il “testamento politico” di Mussolini). Continua a leggere

Vivalascuola. Chi inculca che?

Chi inculca che?
di Ivo Mattozzi

Rieccoli. Ci hanno provato nel 2000 con una mozione del consiglio della Regione del Lazio (presidente Storace), poi nel 2002 con una mozione dell’onorevole Fabio Garagnani dalla settima commissione della Camera dei Deputati presieduta da Ferdinando Adornato. Ora ci riprova l’on. Carlucci con altri 19 colleghi del Partito della libertà. Una sorta di chiodo fisso: arrIvare ad istituire una commissione che verifichi “i criteri di oggettività” dei manuali di Storia. Come se nelle rappresentazioni storiche potessero esserci “criteri di oggettività” validi per tutti e per decreto governativo o per legge. Continua a leggere