Giorgio Galli, “La parte muta del canto”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Giorgio Galli, La parte muta del canto. Vite ritrovate di musicisti, ed. Joker, 2016

Giorgio Galli è scrittore abituato al viaggio e all’osservazione dei luoghi e del tempo. Ne La parte muta del canto, raccolta di racconti-ritratto, declina tutte le possibili combinazioni di queste dimensioni. “Luoghi” significa scenari di mondo geografico ma anche dello spirito, principalmente filtrati attraverso le note di compositori, direttori d’orchestra e interpreti dalle vite difficili, perché segnate da fallimenti e frustranti rivalità. Il tempo, invece, è coinvolto, certo, in quanto le epoche osservate sono diverse, ma anche perché Galli si addentra nelle dinamiche più intime delle composizioni di (o eseguite da) questi artisti, scandagliandone lo stile, letto in controluce rispetto alle loro vicende biografiche. E si sa, la musica è quintessenzialmente “tempo”. Continua a leggere

Sergiu Celibidache e l’Ottava sinfonia di Bruckner a Tokyo

Così iniziò il 20 ottobre 1990
la nuova stagione multimediale per la musica classica

di Achille Maccapani

È l’inizio del 1989. Da pochi mesi Akio Morita, chairman indiscusso di Sony Corporation, ha acquistato la Columbia records – CBS, una delle più importanti case discografiche operanti a livello mondiale, con un parterre di artisti e gruppi musicali famosissimi (Dylan, Springsteen, Clash, Living Colour). Vuole rilanciare la label a tutti i costi, senza porre limiti ai budget, e con un obiettivo ben preciso: la conquista del mercato della musica classica.
Non gli basta il catalogo esistente, seppur contraddistinto dalla presenza di nomi di rilievo come Glenn Gould, Murray Perahia, Zubin Mehta, Lorin Maazel e Leonard Bernstein .
Morita ha infatti ancora negli occhi il ricordo della press conference di presentazione del primo compact disc prodotto dalla Sony per la prima label di classica operante al mondo: Ein Alpensymphonie di Richard Strauss, nell’interpretazione dei Berliner Philharmoniker diretti da Herbert Von Karajan . Non si accontenta più di fornire i prodotti per la riproduzione, sia che si tratti di cd o videocassette, sia che si tratti di impianti hi-fi ad altissima tecnologia. Vuole produrre musica ai più alti livelli. Continua a leggere