La paura della propria fine

Quali sono le cause del successo di una serie televisiva quando questa ha a che vedere con un gruppo di sopravvissuti in un mondo invaso dagli zombi?
Non essendone un appassionato – anzi, diciamolo apertamente, diciamolo chiaramente e subito, non sopportando né i morti viventi né la maggior parte dei film horror (altra cosa è a mio parere la letteratura dei Lovercraft, dei King, degli Shelly, dei Poe…) – la domanda non avrebbe alcuna ragione d’essere posta e se proprio lo vogliamo assumerebbe un qualche significato solo nell’ottica di un’analisi sociologica, o antropologica, o psicoanalitica, o che dir si voglia. Se alla fine mi sono deciso a scriverne, dunque, è per un’altro motivo. Continua a leggere

Ricostruire il nostro essere contemporaneo

Ne è stato già scritto e detto talmente in abbondanza che risulta quasi impossibile non perdere l’interesse della platea al solo pronunciarne il titolo. Eppure Mad Men resta per molti versi lo specchio più lucido e affidabile in cui andare a riconoscere e ricostruire il nostro essere contemporaneo.
Se da più parti è stato sottolineato quanto il cinema, e nello specifico la grande macchina hollywoodiana, sia divenuto incapace di raccontare la realtà (se non nei termini ‘kracaueriani’ di rappresentazione dell’inconscio di una società intendo dire: abbondano infatti i film horror e catastrofici, i remake, i thriller psicologici, gli schemi narrativi impostati sulla membrana diafana tra reale e immaginario) le serie televisive sembrano aver messo da tempo in moto un’opera di lenta e paziente ricucitura culturale, al termine della quale, forse, potremmo di nuovo avere un’idea più chiara e positiva di quello che siamo, di quello che ogni giorno rischiamo di diventare, e di quello che fino adesso siamo stati capaci d’essere. Continua a leggere