Il servizio

Il servizio, a volte, è faticoso, a volte umiliante. Ti impegni senza risparmiarti, ma nessuno sembra accorgersene, nessun grazie ti raggiunge. Al punto che, andando a svolgerlo, già ti incupisci, già ti sorprende la tristezza. Eppure Gesù identifica il servizio con la gioia: se ne dichiara pieno, e nello stesso tempo si presenta come Colui che serve. Non resta che imparare da Lui, mettersi ogni volta alla sua scuola. E un giorno, pensando al servizio da svolgere, quello stesso servizio che ci rendeva tristi, sorrideremo felici, non sapendo perché.

Chi servire


Siamo chiamati a raccogliere tutta la potenza del nostro credere, sperare e amare: Gesù la prenderà e ne farà un altare di propiziazione per il mondo. Possiamo essere soli come Noè, ma Cristo sarà l’Arca che unirà cielo e terra. Il rischio è la tiepidezza nel pregare: ci vuole zelo nel mettere gli occhi nei Suoi occhi, consci della propria miseria. Solo allora non serviremo più noi stessi, ma Gesù, e a Lui saremo uniti da un amore sponsale.

Servire Dio


A volte, tocchiamo con mano la mediocrità. Le giornate ci sembrano inutili, come se, impegno dopo impegno, il fare ci svuotasse, anziché riempirci. Gli altri ci ignorano, o ci sono ostili; le incompetenze superano le competenze, ci sentiamo inadeguati. Gli anni passano, la debolezza cresce, ci pare che tutto si inoltri verso il nulla.
Eppure una via d’uscita ci sarebbe. Prendo a caso dal deposito dei santi, che qualcosa della vita hanno capito. San Leonardo da Porto Maurizio dice questo: Oh, che gran verità abbiamo per le mani! Badate: noi siamo nati per servir a Dio. Che gran parola!
In effetti, se comprendessimo questo dettaglio, l’esistenza cambierebbe aspetto, per miracolo.