Ho sete

Dobbiamo chiedere la sete: sete di amore. Desiderare senza limiti, perché il desiderio moltiplica se stesso, e crea un legame che cresce di continuo: questa è la natura dell’amore. Pensiamo a quanto ci ama il Cristo, lasciamoci toccare dal rimpianto di ricambiarlo così poco. Non si ama mai troppo, e chi più ama, più entra nella vita.

Ho sete


“E disse al vecchio dammi il pane,/ ho poco tempo e tanta fame./ E disse al vecchio dammi il vino, / ho sete e sono un assassino”. Chi non conosce queste parole della canzone di De André, “Il pescatore”? La versione con la PFM, per me, è un capolavoro. Eppure c’è chi se ne serve per far dormire i figli. È difficile sintonizzarsi su gusti ed esigenze, le sensibilità sono diverse e a volte incompatibili.
Ma la sete è sete, la fame è fame. Cristo sulla croce ha detto: ho sete. A che si riferiva? Certamente a una sete fisica, perché moriva dissanguato. Ma anche a una sete interiore, simbolica, forse più drammatica. Aveva sete di noi, e ne ha tuttora. Siamo l’oggetto del suo desiderio, anzi, i soggetti del suo amore. Pascal diceva che Gesù rimane in croce fino agli ultimi tempi. Non so se sia vero. Ma so che ha una sete terribile di noi, e chissà che comprenderlo, un giorno, non ci salvi.