L’ultimo giorno

l'ultimo giorno[Un racconto che ho lasciato nel cassetto per molti anni, ma che ho voglia di tirare fuori proprio in questi giorni. Una buona musica da ascoltare durante la lettura potrebbe essere questa, se avete voglia. Grazie.]

L’ULTIMO GIORNO

Quando la mattina si incamminava verso il lavoro in genere albeggiava. In silenzio, scendeva a valle insieme ad altri, ognuno a passo diverso, chi con asini, chi con ceste, chi con niente, come lui, sentendo solo il rumore dalla terra sabbiosa che scricchiolava sotto i sandali, dando un ritmo cullante al cammino. Solo qualche sporadico camion saliva a quell’ora in senso contrario verso il suo villaggio, mischiando acre gas di scarico e polvere in un’unica nuvola nera. Continua a leggere

Osteria Calcutta

Osteria Calcutta” di Marina Valente, edito da Sensibili alle Foglie, è la storia di un sogno che, per qualche tempo, è stata una realtà capace di cambiare le sorti di oltre duemila Adivasi, diseredati, intoccabili di uno slum di Calcutta, una delle città più aperte e più contraddittorie di tutta l’India.

Una città capace di accogliere decine di migliaia di persone senza terra e di avvelenarne altrettante con le cicliche epidemie per avvelenamento da arsenico causate dai pesticidi e dai fertilizzanti chimici introdotti in modo massiccio in un’agricoltura naturale e dagli stabilimenti della Coca Cola (bevanda, fino a pochi anni fa completamente inesistente nel West Bengal) le cui pompe hanno raggiunto gli strati più profondi della terra, pescandovi -assieme all’acqua- metalli pesanti ed arsenico.

C’è qualcosa di profondamente poetico nel diario di Marina Valente e nella sua sincera passione per queste persone che vivono, dormono e muoiono in strada e che non hanno niente: neppure la certezza di potersi svegliare l’indomani.

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