Teatro: “Ghertuda la mamma di A.” – Brescia

ghertruda - laura piazza

Debutta lunedì 22 febbraio 2016, in prima nazionale, alle ore 20.30 al Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri di Brescia “Ghertuda la mamma di A. la donna che volle esser regina nella terra di Amleto”, un progetto di Davide Rondoni e Laura Piazza, testo di Davide Rondoni, diretto da Filippo Renda ed interpretato da Laura Piazza. Uno spettacolo prodotto dal CTB Centro Teatrale Bresciano. Continua a leggere

TIME TO DIE: IL TEMPO DI MORIRE

I. «Camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti ‘tu muori’» [Lucio Battisti]

«La vita sul palco: sì! Il palco nella vita: no!». Mi disse, pieno di prudente/previdente – profezia. All’epoca, come nell’ora, non è detto: l’autodeterminazione sposi l’autoconservazione. Vero che il corpo è uno strumento. Vero anche che Qualcuno bruciò – il suo strumento. Quello che resta è la Musica. Esistono contenitori che modellano il contenuto. Esistono contenuti che spezzano i contenitori. Per quanto si cerchi di ‘bilanciare’ è sempre una Spada di Brenno, una Spada di Damocle! Si deve: scegliere! Imperativo e Categorico: o sopra o sotto il palco! Aut-Aut: scelta obbligata! E scelgo: non starò sotto! Al di là dell’Alfabeto di Ben-Sira o dell’Anonimo che sia stato, al di là del lignaggio di Lilith che motteggia: «Ella disse ‘Non starò sotto di te’ , ed egli disse ‘E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra’». Continua a leggere

«Come pagina bianca», di Pasquale Esposito

comepaginabiancadi Gaja Cenciarelli

Se dovessi riassumere nella forma più breve possibile il romanzo di Pasquale Esposito lo definirei un alfa privativo.
A cominciare dal titolo, si percepisce la centralità dell’assenza, del vuoto come cardine della narrazione: eppure le pagine di questo romanzo sono tutt’altro che bianche. Talmente densa è la storia, talmente ricca di riferimenti e testimonianze, che il mondo creato dalla mente e dalla scrittura della voce narrante non può non avvolgere chi legge, lasciandogli addosso quella seconda pelle costituita dagli interrogativi che solo i libri ben costruiti sanno sollevare.
Il narratore è internato in un ospedale psichiatrico, e per conservare la percezione di sé scrive lunghissime lettere alla donna amata in cui le racconta la sua vita, il suo passato, le sue speranze, tutto quanto ha fatto di lui l’uomo che è e che vorrebbe essere.
Non conosciamo il nome del protagonista, ma conosciamo bene la sua vita, il suo passato, il suo presente. Continua a leggere