Siete ancora lì?

L’utilitaria è di colore rosso e sta viaggiando su una strada pesantemente trafficata.
La città è immensa. Talmente vasta da essere fatta d’interi quartieri di cui nulla si sa, tranne che hanno un nome e che ci sono migliaia di persone a viverci dentro.
“Poi c’è la cena da Mauro e Sara” sta dicendo la donna al volante. “Domani sera.”
Nell’utilitaria ci sono tre persone. La donna che guida, l’uomo accanto a lei, e un bambino seduto dietro.
L’uomo ha l’orlo delle adidas in equilibrio tra la fine del cruscotto e l’inizio della portiera, il nodo della cravatta allentato, l’espressione rilassata. Guarda di fronte a sé e “domani sera è perfetto” dice, giocando col filo d’aria che dal finestrino gli risale nelle dita. “Portiamo il vino rosso che piace a Mauro.”
Sul parabrezza posteriore è attaccato un adesivo con su scritto “Valtellina 2009, la vacanza da sogno” e un altro in cui si legge “Volcom, materiali per lo sci”. L’auto procede spedita, un galleggiante agile in una colata di lamiere.
“Il ragazzino dove lo dobbiamo portare?” chiede a questo punto l’uomo. Continua a leggere