Vivalascuola. Ciao, Daniela, e grazie!

Questa puntata di vivalascuola è un saluto grato e commosso a Daniela Bertocchi, che ci ha lasciati il 28 novembre 2014. Con Daniela Bertocchi salutiamo una maestra che non ha mai smesso di essere una di noi. Daniela Bertocchi ha dedicato alla scuola gran parte della sua vita. Pensare a lei è pensare a quella che si definisce una persona di scuola, aliena dal “pensiero unico” , sempre vicina agli altri e aperta al dialogo e alla condivisione per inclinazione personale e per scelta umana e professionale. E ricordarla è ricordare una merce oggi molto rara: la centralità della didattica e della formazione. Grande è la gratitudine per Daniela, per le qualità della persona, per i suoi libri e i suoi corsi e, per noi, per la sua preziosa collaborazione a vivalascuola. La rubrica è nata il 15 settembre 2008 come spazio di opposizione alla “riforma” Gelmini e già il 24 novembre 2008 Daniela firmava il primo di una serie di articoli. Per quelli che l’hanno conosciuta, Daniela Bertocchi rimane un esempio di rigore, coerenza e disponibilità alla sperimentazione e alla discussione. Ciao, Daniela, e grazie!

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Vivalascuola. Insegnare e apprendere Storia con la rete

In Italia solo il 53% usa regolarmente internet, contro una media Ue del 70%, mentre il 38% non l’ha addirittura mai usato (22% nella Ue a 28). La Scuola 2.0 è ancora un’utopia nella maggior parte degli istituti scolastici italiani. L’OCSE in un suo recente rapporto sulla scuola italiana (marzo 2013) dimostra come a questo ritmo di investimenti la scuola italiana avrebbe bisogno di 15 anni per colmare il gap con i Paesi più avanzati. Anche la ministra Carrozza ha la digitalizzazione tra i punti del suo Atto di indirizzo 2014. Ci si domanda come faranno le scuole dove manca la carta per le fotocopie, dove piove nelle palestre e dove molti servizi di base non esistono, a trovare i soldi per la digitalizzazione. Meno del 10% delle scuole italiane sono cablate in Banda Larga. Un tablet per ogni studente (promessa di Profumo) non l’abbiamo visto. Il registro elettronico ha fatto flop… Ciononostante la ricerca didattica prosegue e alcuni docenti provano a capire se la digitalizzazione può giovare all’insegnamento. Della Storia, ad esempio. E Silvana Citterio relaziona su un’esperienza. Continua a leggere

Vivalascuola. Viva l’Italia

La data del 17 marzo 2011 non può costituire una semplice ricorrenza di routine, ma invece l’occasione perché nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle piazze, nelle famiglie, si rifletta sulla nostra storia, senza alcuna retorica, senza squilli di trombe, considerando invece le luci e le ombre del nostro recente passato. (Maurizio Tiriticco, qui)

Italianità, Risorgimento e dintorni
Tra storia, memorie e (speranza di) futuro
di Silvana Citterio

Diventare cittadino italiano

Nel gennaio 2009 sono diventato cittadino italia­no. Faccio parte di un flusso costante di stranieri, cir­ca 40000, che ogni anno assumono la cittadinanza italiana. Non basta per fare dell’Italia un paese multiculturale, ma certo è un inizio. Alla cerimonia di conferimento della cittadinanza l’allora presidente del Consìglio comunale fiorentino, Eros Cruccolini, mi invitò a leggere ad alta voce due articoli della Costituzione e mi consegnò una bandiera italiana, la bandiera arcobaleno della pace e una copia della Co­stituzione italiana. Continua a leggere