Fuori dalla scena

Berlusconi è fuori dal Parlamento – ed era ora – ma non dalla politica e dalle relazioni che la condizionano. Continuerà infatti a comprare uomini e decisioni istituzionali, inevitabile dark side della democrazia, per cui dieci opportunisti o venduti conteranno più di nove elettori liberi e consapevoli. I soldi sono determinanti per vincere le elezioni, e sono determinanti i media che egli possiede e controlla da trent’anni, e che nessuno riesce a togliergli nemmeno in parte. I programmi “intelligenti” e di “svago” delle sue reti e di quelle Rai hanno martellato nelle generazioni il mantra che si può vivere senza cultura, disinteressandosi di tutti e di tutto introflessi solo sui propri piaceri. Basta essere furbi e spregiudicati, o avere un corpo attraente e qualche abilità non sempre nobile. Ha ridotto l’Italia in un paese dei balocchi, la dispersione scolastica è una delle conseguenze (circa 35.000 studenti delle medie inferiori e superiori fuori usciti dal sistema scolastico nell’anno scolastico 2011/2012). Continua a leggere

Autismo corale, di Franco Arminio

grillo e berlusconi

Da alcuni anni parlo di “autismo corale”. L’autismo corale è il clima morale e antropologico in cui è nata e si è sviluppata un’azienda rabbiosa fondata da un energico personaggio televisivo.
L’autismo corale ci dice in sostanza che la società è in via di sparizione e con esso la politica, che da sempre si dà il compito di organizzare la società.
La rete è una grande rivoluzione perchè abolisce lo spazio e il tempo. La democrazia non c’entra niente con la rete. Qui si produce una nuova teologia. Ogni post è una sorta di miracolo minore per adire alla via della fama. Ma qui non si parte alla pari. Se io metto una mia foto su facebook prendo venti “mi piace”. Saviano ne ha presi ventimila. La rete non è altro che il luogo in cui si amplifica l’autismo corale, che a sua volta non è altro che la fase terminale del capitalismo. Grillo e Berlusconi passeranno e il problema non è inseguirli, ma costruire con pazienza, giorno dopo giorno, nuclei di verità e di vita comunitaria. Bisogna anche sapere che sono esperienze labili, provvisorie, ma sono le uniche che ci possono consentire di uscire da questa allucinazione collettiva che ha inoculato nel singolo cittadino la paranoia della casta.
Il capo di un movimento che non c’è vuole demolire i capi di partiti che non ci sono. La battaglia si trasforma inevitabilmente in una gigantesca fiction ed è diventata subito un nuovo genere televisivo che ha invaso i palinsesti dal giorno dopo le elezioni di febbraio 2013. Non siamo andati a votare per dare un governo al paese, ma per creare un nuovo genere di intrattenimento. In fondo da questo punto di vista Grillo continua a fare il suo mestiere e pure Berlusconi. Chi è fuori luogo in questa dinamica è la sinistra, non a caso brutalmente accantonata quando ancora si presenta come tale. Per vincere in questo nuovo reality che è il governo del paese da quelle parti si invoca un nuovo giocatore, il sindaco di Firenze, titolare dalla giusta evanescenza per governare una società irreale.

……\1994 ?! 2011/……

Il governo Berlusconi è finito. E’ ciò che in tanti, e da tempo, desideravamo, stanchi delle leggi ad personam, della pessima condotta istituzionale e privata del premier, delle scelte e delle non scelte sciagurate di questo governo, in tutti i settori, dalla scuola all’economia. Il peggior governo che si ricordi. Stava iniziando una stagione di violenza, fermata forse per tempo, anche grazie all’impegno infaticabile di un capo dello Stato che ricorderemo a lungo, con gratitudine e affetto. Continua a leggere

Silvio Forever, un’autobiografia semi-autorizzata del Gran Simpatico

di Miller Canenero

Il sottotitolo “autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi” se riferito alla prima parte, fino circa a metà documentario, potrebbe essere cambiato in “autobiografia super autorizzata”. Infatti è una celebrazione continua, persino ossessiva – ma in questo molto efficace visti gli attuali meccanismi persuasivi dei media – dei successi dell’uomo fatto da sé, del suo vitalismo, dell’ottimismo, dei sorrisi a 32 denti, delle affermazioni semplici e positiviste, io faccio, io vinco, tutti mi seguono, mi amano, come sono bravo e bello e furbo e simpatico, perché io sono il Gran Simpatico. I filmati, le foto e le interviste della madre si alternano in un tripudio di allegria e di successi fino al 1994, con la discesa in campo nella politica e gli immediati trionfi, con inquadrature di folle osannanti e bandiere di Forza Italia sventolanti, musiche, donne innamorate, uomini che lo difendono aggressivi, feroci addirittura, e poi le foto di Craxi, l’amico-protettore e, pare, complice, la comunione in chiesa (perché, manco a dirlo, è molto credente), Andreotti, qualche affermazione dissonante del vecchio Montanelli ma anche tante testimonianze infarcite di “nanetti” sulle sue conquiste femminili, le barzellette, l’avanzata irresistibile nel businnes della televisione privata, fino all’avventura fallita de La cinq, con l’aristocratico Chirac che lo definisce “un bottegaio italiano”.
Continua a leggere

Riassunto delle puntate precedenti & le dieci nuove domande di “Repubblica”

di GIUSEPPE D’AVANZO

 

La sera del 26 aprile Silvio Berlusconi festeggiava Noemi a Casoria. E’ giunto il tempo, due mesi dopo, di tirare le somme. Bisogna annotare con cura le bugie ascoltate; interrogarsi sulle ragioni dei troppo silenzi; afferrare il filo rosso che da una storia (le “veline”) ci ha condotto in un’altra (Noemi) e in un’altra ancora (le prostitute a Palazzo Grazioli) fino alla soglia di una quarta (le feste del presidente). Giorno dopo giorno, si è definita sempre meglio la “licenziosità” del capo del governo, “la scelta sciagurata degli amici di bisboccia, la sciatteria in certe relazioni e soprattutto la caratterizzazione ostentatoria di tutti i suoi comportamenti privati” (Giuliano Ferrara, Panorama, 26 giugno). Quel filo si riannoda intorno a un “grandioso sé”, lascia nudo un potere e un abuso di potere che si immagina senza contrappesi e irresponsabile.

Continua a leggere